Emendamento sulle Fondazioni Bancarie. non siamo d’accordo

“Giudichiamo l’emendamento alla legge finanziaria 2002 sulle fondazioni bancarie presentato dal Ministro Tremonti un ritorno al passato – questo il commento dei portavoce del Forum Permanente del Terzo Settore Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimelli – alla pratica della lottizzazione di piccolo cabotaggio che ridurrà uno strumento fondamentale per la crescita del terzo settore nel nostro Paese ad un marchingegno per finanziare la mediocrità della politica”. “Più volte negli anni passati e anche recentemente siamo intervenuti a partire da un giudizio complessivamente positivo sulla riforma per fare osservazioni migliorative e qualche volta anche critiche nel merito del riordino delle fondazioni, ma sempre con l’intento di chiedere un allargamento della base partecipativa e dei processi democratici. Siamo convinti sia importante fare chiarezza sul ruolo economico e finanziario di questi soggetti, in particolare in relazione alle loro partecipazioni azionarie nelle banche di provenienza. Ciononostante l’emendamento del governo cambia radicalmente la natura di questi soggetti”. “Non siamo d’accordo sul cambiamento delle procedure di nomina degli organi d’indirizzo prevista dall’emendamento: il risultato concreto sarà un’estromissione della società civile. Non siamo d’accordo con l’ampliamento e la diluizione delle competenze previste dalle fondazioni anche in settori che nulla hanno a che fare con le politiche sociali e con il terzo settore e con l’ispirazione originale della riforma Ciampi. Non siamo d’accordo con le conseguenti disposizioni dell’art.1bis, che tagliano i fondi delle politiche sociali con l’idea che le fondazioni sostituiscano in questo modo pezzi importanti delle politiche pubbliche tra cui – come qualcuno ha già avanzato – anche quelle sanitarie che le Fondazioni dovrebbero contribuire a ripianare. Non siamo d’accordo con il “modello” del non profit ottocentesco e senza autonomia che il Ministro Tremonti vorrebbe applicare in Italia: ci teniamo alla nostra identità ed alla nostra libertà. Non siamo d’accordo e ci batteremo in ogni sede per contrastare una riforma che giudichiamo sbagliata nei tempi, nei modi e nella sostanza”. 
Roma, 5 dicembre 2001
Paola Scarsi 
ufficio stampa