IMPRESA SOCIALE: LETTERA AL MINISTRO DEL WELFARE ROBERTO MARONI

Egregio Signor Ministro, quando ci incontrammo, agli inizi di dicembre, e Lei ci sottopose la prima ipotesi di testo di Legge sulla impresa sociale, convenimmo sulla necessità di un approfondimento, per il quale ci impegnammo a lavorare con le nostre Organizzazioni e con il Suo Ministero entro la fine di gennaio. Da qui la rapida elaborazione di una proposta del Forum, gli incontri con Lei, con la Sottosegretario Senatrice Sestini e con gli Uffici del Ministero, e la messa a punto di un testo sul quale già il 31 Gennaio u.s. dichiaravamo il nostro pieno consenso. Ora, dopo due settimane di silenzio, pare emergere un testo completamente diverso e assolutamente regressivo rispetto ai punti qualificanti già definiti nella bozza precedente. Signor Ministro, le centinaia di Organizzazioni Nazionali, le decine di migliaia di strutture operative, i milioni di cittadini che rappresentiamo sono concordi nel fatto che l’impresa sociale debba rappresentare una modalità di libera e solidale partecipazione della gente e che debba essere messa al riparo da improprie e pericolosissime commistioni tra profit e non profit. Per questo, se confermato, giudicheremmo inaccettabile il nuovo testo e Le chiediamo sin d’ora di riprendere il filo del lavoro comune per portare a compimento un vero disegno riformatore e non un pasticciato intervento legislativo, devastante per l’autentico mondo del non profit. Noi non vogliamo, usando una espressione che ebbe un certo successo qualche tempo fa, che vi sia chi “s’approfit del non profit” e per questo le nostre organizzazioni si batteranno in tutte le sedi e a tutti i livelli, perché anche il difendere la reale solidarietà ed il reale disinteresse rientra nel servizio che in molteplici altre forme, quotidianamente rendiamo a questo Paese. Distinti saluti, Giampiero Rasimelli e Edoardo Patriarca Portavoce del Forum Permanente del Terzo Settore Comunicato stampa 08/2002 Roma, 15 febbraio 2002