Libertà di stampa e di espressione non sono un optional ma un diritto costituzionale

Roma, 19 aprile 2002. “Siamo preoccupati – dichiarano Edo Patriarca e Giampiero Rasimelli portavoce del Forum Permanente del Terzo Settore – per come viene affrontato il problema del servizio pubblico radiotelevisivo del nostro Paese”. “Temiamo una sottovalutazione o, ancor peggio, una strumentalizzazione del peso culturale, formativo e informativo della televisione nazionale pubblica nei confronti di tutti i cittadini. Il nostro sistema televisivo, già atipico rispetto a quello degli altri Paesi occidentali, rischia di scivolare verso una gestione monopolistica. Il pluralismo e la centralità del servizio pubblico radiotelevisivo, al quale recentemente si è appellato anche il Presidente Ciampi, vanno garantiti perché sono un patrimonio di tutto il Paese e non soltanto di una sua parte, di cui il Governo è espressione”. “Queste sono le regole della democrazia: chiediamo vengano rispettate, nella sostanza e anche nei toni che vengono usati da chi ha responsabilità di primissimo livello. Prendere di mira tre noti esponenti del piccolo schermo, molto diversi tra di loro per generi televisivi, per competenze e sensibilità culturali, è atteggiamento grave per le professionalità (tutte le professionalità) e per il pubblico”. “A Biagi, Santoro e Luttazzi va la nostra solidarietà”. “La libertà di stampa e di espressione non sono un optional: sono un preciso diritto costituzionale al quale tutti, a cominciare dal Presidente del Consiglio, si dovrebbero attenere”. “Ci auguriamo – concludono Edo Patriarca e Giampiero Rasimelli – che vengano dati segnali precisi in questa direzione: la comunicazione sociale ha bisogno di sensibilità proprie e di attenzione alle sensibilità altrui, di libertà di espressione, di qualità, di rispetto per gli altri, di pluralismo culturale”. Abbiamo avuto in questi ultimi tempi segnali positivi dalla RAI verso il sociale: un percorso che aperto nuove prospettive in vista del nuovo contratto di servizio più attento alla società civile e al terzo settore”. Com. stampa 21/02