PRESENTATE LE LINEE GUIDA DELLA FINANZIARIA 2003 MA SARA’ POI VERO?

Roma, 26 settembre 2002. Una delegazione del Forum Permanente del Terzo Settore si è stamattina incontrata con il Governo per la presentazione delle linee essenziali della prossima legge Finanziaria. “Con sorpresa apprendiamo – dichiarano i portavoce Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimelli – che, in uno scenario economico negativo la Finanziaria che ci sarà di circa 22 miliardi di euro, non comporterà nessun taglio alla spesa. Anzi, è previsto l’incremento reale della spesa sociale e dei servizi alla persona, la riduzione delle tasse per i redditi medio-bassi, un forte investimento nel Mezzogiorno e il rispetto degli impegni presi tra Governo, Cisl e Uil nel Patto per l’Italia”. “Apprendiamo – proseguono i portavoce- che il debito pubblico sarà ridotto di 12,5 miliardi di euro, che i Comuni e le Regioni potranno stare tranquilli e che l’anno prossimo l’economia ripartirà con un tasso di crescita del 2,3%”. Ma dove troverà il Governo tutti questi soldi? A parte il concordato fiscale, del quale certo non usufruiranno i ceti meno abbienti ed i cittadini onesti, le restanti risorse – ci ha spiegato il Governo – verranno trovate nelle pieghe (nel cassetto della scrivania) del bilancio razionalizzando e risparmiando sui costi e sulla spesa corrente. Il Governo ci dice che dobbiamo stare tranquilli. Ma sarà poi vero? Abbiamo voluto utilizzare l’ironia per evidenziare la nostra estrema preoccupazione. “Ovviamente tutte le buone intenzioni illustrate dal Governo non possono che essere da noi apprezzate, ma non possiamo non rimanere perplessi di fronte ad una situazione che – ci pare – dovrebbe essere affrontata con maggior rigore, determinazione e capacità innovativa e che avrebbe bisogno, a nostro parere, di ben altri interventi di carattere strutturale”. “Il Forum Permanente del Terzo Settore vigilerà in modo ancora più attento a che gli effetti concreti della manovra economica che il Governo sta approvando non si traducano in riduzione delle prestazioni e quindi nell’impossibilità dei cittadini di usufruire dei propri diritti. Il meccanismo ci è noto: non si annunciano tagli alle voci di spesa che sarebbero impopolari e controproducenti, ma si obbligano le altre articolazioni dello Stato a reperire i fondi per le spese correnti a discapito delle spese sociali”. “Se ci accorgessimo che, sia per quel che riguarda gli interventi di bilancio che quelli di carattere fiscale, la sostanza della manovra fosse questa, non mancheremmo di denunciarne i contenuti e di chiedere la mobilitazione delle nostre organizzazioni “Abbiamo già indetto per il 16 ottobre una manifestazione davanti a Montecitorio nel corso della quale presenteremo le nostre proposte al Governo e al Parlamento”. “Su un punto – concludono Patriarca e Rasimelli – il Governo ci ha già annunciato la propria impotenza: anche quest’anno non ci sarà nessun incremento per la spesa per la cooperazione internazionale. Lo riteniamo un fatto gravissimo. Dopo le mille parole spese in tutti i vertici internazionali e le sempre più gravi condizioni delle popolazioni del terzo mondo non un euro viene previsto per incrementare una politica di sviluppo e di pace”. “Siamo già in un clima di guerra?” com. stampa 33/02