“NON SIAMO I BARELLIERI DELLA STORIA” REPLICA DEL FORUM AL MINISTRO MARONI

Roma, 13 ottobre 2002. “Abbiamo letto sulla stampa le dichiarazioni del Ministro del Welfare Roberto Maroni, che ribadiscono quanto da lui detto a conclusione della Conferenza Nazionale sul Volontariato di Arezzo”. “E’un chiaro attacco – dichiarano Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimelli portavoce del Forum Permanente del Terzo Settore – alle forme di rappresentanza che faticosamente abbiamo costruito in questi anni con percorsi chiari e trasparenti e attraverso la condivisione e la partecipazione”. “I documenti programmatici elaborati dal Forum in questi anni (e che sono stati proposti anche ai Governi precedenti) ben evidenziano come il mondo del terzo settore condivida alcune prospettive di sviluppo riguardo soprattutto il welfare inteso nella sua accezione più ampia”. “A quanto pare – proseguono Patriarca e Rasimelli – il Ministro Maroni intende bypassare queste rappresentanze e un po’populisticamente afferma che si rivolgerà in prima persona alla base del terzo settore. Forse dimentica che – in nome della riforma del titolo V della Costituzione – il terzo settore sul territorio già interloquisce con i rappresentanti locali liberamente eletti dai cittadini”. Il Forum del Terzo Settore non ha l’ambizione (come invece pare voglia fare il Ministro) di rappresentare tutto e tutti. La sua forza sta proprio nella sua articolazione, che nulla vuol togliere alle singole realtà associative”. Molto semplicemente sulle grandi questioni che toccano il nostro Paese il Forum del Terzo Settore tenta di costruire percorsi condivisi, a partire dai documenti (che il Ministro già conosce) approvati e deliberati dai suoi organismi. Niente di più. Peccato che il Ministro Maroni nella sua replica ad Arezzo non abbia colto quanto di positivo e di utile i gruppi di lavoro avevano indicato nella loro esposizione conclusiva. Peccato che durante questa illustrazione non fossero presenti i Ministri che appena dopo avrebbero parlato. Peccato che il Ministro abbia liquidato tutto come un volontariato schierato a sinistra. Peccato che il Ministro abbia fatto retorica sui valori e poi non abbia risposto concretamente alle preoccupazioni, alle proposte e alle linee di azione che il volontariato aveva prospettato anche rispetto alle politiche di welfare. Non sono certo la Finanziaria o la deducibilità fiscale le risposte che attendevamo: anche senza questi strumenti questo nostro mondo – come da decenni accade – continuerebbe ugualmente a svolgere la sua azione. E’evidente, come dichiarato anche da altri Ministri, che al Ministro Maroni interessa solo un volontariato buonista, un terzo settore “barelliere della storia”, compassionevole ma che deve tacere e non parlare mai di politica. “Politica” nella sua accezione più ampia e più autentica – secondo un termine che dovrebbe essere condiviso anche da lui – ovvero costruzione di una società degli uomini più solidale, più giusta, più attenta ai beni comuni”. Peccato infine che il Ministro Maroni accusi (velatamente ma non più di tanto) “qualcuno” del nostro mondo di “predicare ben e razzolare male”. Il Ministro esca dalle allusioni e faccia nomi e cognomi. In merito all’Agenzia delle Onlus, non accetteremo alcun tentativo volto a trasformare questa Agenzia da noi voluta e desiderata in un organismo che ha l’ambizione di rappresentare il nostro mondo. La legge non le affida questo compito: l’Agenzia faccia ciò che le spetta. Per il resto – concludono Patriarca e Rasimelli – continueremo a difendere ciò che abbiamo costruito, a fare proposte concrete e motivate, a partire dalla Finanziaria su cui il 16 ottobre presenteremo pubblicamente le nostre proposte: ci attendiamo attenzione dal Governo e da tutte le forze politiche”. Com. stampa 36/02