SULLA REVISIONE DELLA LEGGE SUL VOLONTARIATO (266/91)

Il Forum del Terzo Settore saluta positivamente l’accelerazione che gli “Stati Generali del Volontariato” convocati dal Governo vogliono imprimere al processo di revisione della legge quadro 266/91.
Il contributo del Forum del Terzo Settore a questo processo giunge al termine di un percorso avviato da mesi in piena autonomia e si concretizza in un documento (il cui testo è presente nel sito www.forumterzosettore.it) che è stato elaborato e proposto da 18 tra le maggiori organizzazioni nazionali di volontariato, dal Coordinamento nazionale dei Centri di servizio al volontariato e che a tutt’oggi è stato sottoscritto da alcune centinaia di associazioni.
Un testo che nasce dal volontariato, determinante per la costruzione di una piattaforma di proposte di modifica, sul quale si è riscontrata una forte comunanza di obiettivi e di valori, ma anche di preoccupazioni rispetto alle proposte di revisione.
La legge sul volontariato fondata sul riconoscimento, la promozione, il sostegno, la tutela dell’autonomia di queste esperienze, rappresenta un patrimonio di tutti, da salvaguardare e migliorare, adeguandone le forme alle esperienze maturate in questi anni, ai tempi e agli scenari mutati, tenendo però fermi i principi ispiratori.
Secondo il Forum del Terzo Settore:
Il volontariato non è un tema di parte, per definizione si interessa del bene comune, dunque: – la revisione della Legge deve avvenire attraverso un percorso di ampia partecipazione che preveda tempi e modalità adeguate e una reale e fattiva partecipazione delle associazioni e dei volontari;
– la più ampia partecipazione deve essere garantita anche ai soggetti, istituzionali e no, con cui opera quotidianamente il volontariato: le regioni, le autonomie locali tutte, le fondazioni di origine bancaria, le parti sociali, dei lavoratori ma anche degli imprenditori;
– deve prevedere il coinvolgimento di più gruppi parlamentari possibile: non a caso il testo di legge approvato nel‘91 vide una significativa convergenza di tutti i gruppi parlamentari significativi.
Il Forum del Terzo Settore ritiene infine che i miglioramenti condivisibili introdotti negli ultimi giorni dal Ministero nella proposta di legge, che hanno accolto gran parte delle nostre richieste, debbano essere ampliati.
Nel testo che oggi conosciamo permangono alcuni punti che destano preoccupazioni significative sulle quali chiediamo che il confronto continui.
In sintesi:
– l’attuale proposta ancora non salvaguarda sufficientemente il volontariato, la sua azione gratuita di partecipazione e cittadinanza che fornisce anche servizi, distinguendosi dal mercato della gestione dei servizi, nel quale non entra in concorrenza con altre forme di impresa sociale;
– permangono perplessità per il ridotto riconoscimento dell’esperienza dei Centri di Servizio che, grazie all’impegno delle associazioni e alla collaborazione con le Fondazioni di origine bancaria, hanno sostenuto il volontariato, in attuazione di quel principio di sussidiarietà previsto dall’art. 118 della nostra Costituzione;
– il necessario riconoscimento della collaborazione nei Comitati di Gestione con le regioni e gli enti locali, ma in particolare con le Fondazioni di origine bancaria, deve avvenire in una chiara distinzione dei ruoli tra gestione e controllo, salvaguardando il ruolo di gestione e di indirizzo sulle scelte di sostegno al volontariato e di lavoro sociale che non può che essere proprio del volontariato, il soggetto effettivamente competente in materia, a cui non a caso la legge 266/91 ha assegnato proprio questo compito.
E’infine necessario che la legge ribadisca con fermezza che le istituzioni promuovano l’effettiva partecipazione del volontariato, a livello nazionale e locale, alla programmazione dell’intervento e delle politiche sociali.
Queste sono condizioni essenziali per rendere reale la preziosa funzione del volontariato di concreta tutela dei diritti delle persone, a partire dalle più deboli.

Paola Scarsi
ufficio stampa Forum Permanente del Terzo Settore
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Comomunicato stampa 45/03
Roma,7 novembre 2003