DALLA GIORNATA DI STUDI

Si avvia alle battute conclusive il seminario “Quale identità e ruolo per il futuro del volontariato” in corso a Palazzo Altemps a Roma promosso dalla Consulta del Volontariato con l’adesione di Cesiav, CNV, Ass.ne ONG Italiane, Convol, CSV.net, Fivol, Fondazione Zancan.
I promotori hanno dedicato la giornata di studi a Simona Torretta, Simona Pari, Raad Alì Abdul-Aziz e Mahnaz Bassa per la cui liberazione i Presidenti e gli esponenti delle principali organizzazioni e reti del volontariato italiano hanno sottoscritto il seguente appello:

  • “Chiediamo alle Istituzioni di fare tutto il possibile per la liberazione dei quattro rapiti a Bagdad e chiediamo che i contatti e le trattative siano gestiti esclusivamente dalle medesime Istituzioni;
  • “Chiediamo alla classe politica di continuare con questo atteggiamento di unità del paese e che esso venga mantenuto in tutte le situazioni che vedano coinvolte vite umane, i diritti, le democrazie, la libertà;
  • “Chiediamo a tutte le comunità islamiche e musulmane in Italia, che già si sono mobilitate ed hanno espresso loro solidarietà anche con la manifestazione odierna, che tutte insieme chiedano ai rispettivi capi religiosi di attivarsi per la pronta e positiva soluzione di questo dramma”
  • “Esprimiamo infine la nostra solidarietà alle due Ong “Un ponte per…..” e “Intersos” ed alle famiglie dei rapiti”.
  • Il seminario ha approfondito, con il contributo dei protagonisti e dei principali studiosi ed esperti, la mission del volontariato, le sue specificità ed originalità e quelle caratteristiche – come gratuità, fraternità, senso di appartenenza alla comunità – che esso è in grado di apportare al terzo settore.
    Un grande valore del volontariato è proprio la capacità di far sentire le persone come parte della comunità e non solo come oggetto di prestazioni. Ed è il volontariato che oggi incontra le nuove povertà e le nuove emergenze e, in questa veste, non vuole affatto essere il “tappabuchi” ma intende porsi come soggetto non sostitutivo ma propositivo nei confronti degli enti locali e delle istituzioni.
    Una grossa fetta di volontariato si è impegnata laddove erano (e sono) in corso conflitti e non ha mai avuto il timore di essere presente – anche nelle zone più a rischio – e si è sempre mosso ed è stato vissuto come costruttore di pace.
    Ma il volontario non è un eroe solitario da chiamarsi solo nei momenti di necessità; non vuol essere la testimonianza di un “sogno” ma vuole interagire con la comunità sociale tutta.
    Quanto emerso dall’odierna giornata di studi verrà elaborato dalla Consulta del Volontariato del il Forum Permanente del Terzo Settore e sarà utilizzato come criterio guida per i futuri rapporti con il Parlamento per giungere finalmente ad una riforma condivisa della legge 266/91.
    La “Consulta del Volontariato” nasce il 14 maggio 2004 all’interno del Forum del Terzo Settore quale sede di elaborazione, scambio di esperienze ed informazione, di approfondimento dei problemi, di iniziative comuni e come luogo d’incontro tra i diversi soggetti del volontariato del nostro paese.

    Comunicato stampa 32/04