LA RIFORMA DELLA 266/91 (volontariato) NON ENTRI NEL DECRETO SULLA COMPETITIVITA’

Così si esprimono i portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimelli e Luigi Bulleri Coordinatore della Consulta nazionale del volontariato. “Nella bozza del Decreto legge “Piano d’azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale” che il Governo ha presentato ieri alle parti sociali e che sarà discusso oggi nel consiglio dei Ministri – affermano – sono incluse norme che modificano la legge 266/91 (legge quadro del volontariato) estrapolando dalla proposta di riforma “Sestini” discussa con l’Osservatorio nazionale del volontariato nel novembre 2003, l’art. 15 relativo ai Centri di Servizio per il Volontariato.
Inoltre la riforma del già richiamato art.15, non concordata con l’Osservatorio nazionale del Volontariato, viene ulteriormente peggiorata prevedendo che i fondi regionali di accantonamenti siano così suddivisi:
• 50% per i Centri di Servizio per il Volontariato;
• 50% a disposizione dei Comitati di Gestione che lo potranno utilizzare per erogare fondi sia al volontariato per i programmi di attività presentati dalle organizzazioni di volontariato iscritti ai registri, sia per finanziare progetti di servizio civile volontario e infine per i costi di gestione dei Comitati stessi.
La Consulta del Volontariato riafferma che il Servizio Civile Volontario nazionale istituito con la legge 64/2001, è lo strumento concreto di cittadinanza attiva per i giovani italiani e nello stesso tempo è risorsa indispensabile per la realizzazione di uno stato sociale rispondente ai bisogni.
E’ quindi una priorità nazionale che deve essere finanziata da enti pubblici non sottraendo le risorse al mondo del volontariato.
Circa la proposta di attribuire ai Comitati di gestione parte degli accantonamenti di cui all’art. 15, che implica il carattere degli interventi sociali sul territorio e la titolarità del volontariato, la Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore sta ricercando un rapporto positivo con le Fondazioni bancarie e la sua rappresentanza per concordare criteri e collaborazioni delle quali la norma di legge dovrà tener conto.
La consulta del volontariato è contrario allo stralcio di alcune parti dal testo complessivo della riforma e al suo inserimento nel decreto legge “Piano d’azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”. La Consulta chiede il rispetto dell’impegno assunto dal Governo nei confronti dell’Osservatorio nazionale del Volontariato per la presentazione del disegno di legge complessivo e la conseguente discussione parlamentare aperta ai contributi migliorativi.
Nel merito chiede di essere sentita dalla Presidenza del Consiglio e la convocazione dell’Osservatorio Nazionale del volontariato.

Roma 11 marzo 2005
com stampa 09/05