RAPPORTO ISTAT 2004: FAMIGLIE E “CARE GIVER” INFORMALI. E LA “RETE FORMALE” DEL TERZO SETTORE?

Stupisce – afferma Edoardo Patriarca portavoce del Forum del Terzo Settore – che il Rapporto Istat 2004 nel fotografare la situazione delle famiglie in Italia non abbia tenuto in considerazione le attività del Terzo Settore, la “rete formale” a sostegno del welfare“.

Ci preoccupa che il welfare si basi sempre più sulla disponibilità delle famiglie, in realtà sempre più abbandonate e sole nelle attività di cura; e non si creda che la “risorsa famiglia” sia una fonte inesauribile. Una vera politica attenta ad esse chiede che siano attivati servizi di sostegno alle attività di cura“.

La scelta Istat di non inserire nel suo rapporto annuale il Non Profit, settore che vale circa l’1,6% del PIL e che, secondo le ultime stime, fornisce oltre un milione di posti di lavoro retribuiti, non vorremmo nascondesse una visione della solidarietà sociale privatistica e del fai da te“.

Se è vero, come afferma l’Istat, che solo l’8% dei bisogni delle famiglie è sostenuto dal volontariato – e immaginiamo che questo dato comprenda tutto il non profit – è evidente che il mondo della solidarietà organizzata ha ancora insperate potenzialità di sviluppo, a condizione che si avviino politiche tese al suo sostegno, purtroppo assenti in questi anni fatta salva la legge “Più dai meno Versi”: la legislazione è ferma agli anni 90“.

La realtà del terzo settore – conclude Patriarcaè composta da soggetti di natura privata che hanno a cuore la propria autonomia ma che accettano la sfida di essere soggetti pubblici a tutto tondo: non solo erogatori di servizi ma soggetti politici che vogliono contribuire indirizzare le politiche sociali del nostro Paese“.

Roma, 25 maggio 2005
comunicato stampa 25/05