INCONTRO GIOVANARDI, SESTINI E “VOLONTARIATO PURO” DOPO IL QUARTO A QUANDO IL QUINTO SETTORE?

Apprediamo dagli organi di stampa di un incontro tenutosi ieri a Palazzo Chigi tra il Ministro Giovanardi, il sottosegretario Sestini ed esponenti del “Volontariato puro”, cioè alcune organizzazioni di volontariato che fanno principalmente capo alla Regione Piemonte e che – tra l’altro – hanno chiesto di essere riconosciute come Quarto Settore in quanto organizzazioni di volontariato senza dipendenti.

Ribadiamo – dichiara Edoardo Patriarca portavoce del Forum del Terzo Settore – le nostre posizioni ormai note:
– non esiste volontariato “puro” o “impuro” ma solo gratuito: il volontariato dell’autonomia, che non accetta alcun collateralismo e che è soggetto politico in quanto impegnato a promuovere le istanze di coloro che non hanno rappresentanza;
– la bozza di riforma della 266, concordata già nel 2003 e da noi ampiamente condivisa, è stata presentata solo ora, quasi al termine della legislatura, nonostante le nostre pressanti richieste.

Troviamo incomprensibile – prosegue Patriarcala decisione “a freddo” di inserire, prima nel decreto competitività ed oggi nel disegno di legge, la modifica dell’art 15 della legge 266 rinunciando di fatto alla sua riforma complessiva. In tal senso intendiamo mantenere una positiva e forte interlocuzione con le fondazioni che hanno sostenuto con le proprie risorse la strutturazione dei Centri di Servizio su tutto il territorio e con la Commissione Parlamentare competente“.

Spiacevole la querelle sul servizio civile nazionale che da sempre difendiamo e che è stato istituito nella precedente legislatura sotto la forte pressione del mondo della solidarietà sociale. Se anche il Governo lo ritiene un progetto di rilevanza nazionale cerchi fondi adeguati nella prossima finanziaria senza facili scorciatoie“.

E infine – conclude Patriarcasulla richiesta da parte delle associazioni di “volontariato puro” di istituire e riconoscere formalmente un “quarto settore”, ovvero il volontariato senza impiegati, a quando un Quinto Settore senza telefoni, senza sedi, senza fax?
Si chiede rappresentanza? La si conquisti con i numeri e con i fatti e si evitino operazioni poco lungimiranti che tentano – ancora una volta – di spaccare un mondo che va invece mantenuto coeso pur nel rispetto delle singole diversità e delle culture che lo informano“.

Comunicato stampa 26/05
Roma, 27 maggio 2005