DPEF: IL FORUM DEL TERZO SETTORE INDICA PRIORITA’ E PUNTI CRITICI

In vista della presentazione da parte del Governo del Documento di Politica Economica e Finanziaria il Coordinamento del Forum nazionale del Terzo Settore riafferma con forza le posizioni espresse in questi anni nella medesima occasione e di fronte alla Leggi Finanziarie in particolare 2004 e 2005.
Innanzitutto manifestiamo la nostra preoccupazione per le condizioni in cui versa il “sistema Paese”: la caduta di competitività, l’arretramento dei redditi popolari, la contrazione dei consumi, lo stato di difficoltà e per certi versi di collassamento di sistemi decisivi del welfare quali scuola, sanità e servizi sociali.
Per anni abbiamo indicato i rischi verso i quali andava il Paese: ora è tempo di prendere le giuste decisioni e di invertire la rotta di politiche che hanno fatto fallimento.
Le priorità del possibile rilancio del Paese sono chiare: aumento della competitività del sistema produttivo, ricerca, formazione, coesione sociale, equità fiscale.
Siamo consapevoli del rigore finanziario necessario per i vincoli europei e per la improcrastinabilità di una manovra di rientro, ma ci batteremo con ogni energia perché questa non venga a discapito della spesa sociale per sanità, pensioni e servizi o in valori assoluti o, come è stato in questi anni, colpendo la finanza locale con una diretta ricaduta sui servizi alle famiglie.
La riduzione o l’azzeramento dell’IRAP non possono essere sostituite nel gettito fiscale da ipotesi solo immaginarie o non verificabili di nuove entrate.
Il colpo al bilancio dello Stato o al sistema sanitario sarebbe insopportabile: non si può lasciare il certo per l’incerto.
Ribadiamo con forza il valore Costituzionale di un Welfare non residuale capace di garantire l’universalità dei diritti e delle prestazioni fondamentali la cui accessibilità non può essere una variabile dipendente.
Il fondo nazionale delle politiche sociali deve recuperare le quote perdute lo scorso anno, la sanità deve essere garantita, il federalismo non deve essere il veicolo di una ulteriore discriminazione nell’offerta e nella qualità dei servizi.
Ci aspettiamo che insieme a queste garanzie vi sia uno sforzo credibile per interventi sulle politiche sociali visti non come ostacolo di bilancio, ma come vere e proprie politiche di sviluppo, dato che sempre abbiamo ritenuto la coesione sociale un fattore di sviluppo e competitività.
In questo quadro rientrano certamente anche le politiche di irrobustimento ed espansione del terzo settore che, se non deve essere visto come sostitutivo delle funzioni pubbliche fondamentali, certo ha portato e può portare di più un contributo importante alla difesa, all’ampliamento e all’innovazione delle politiche di welfare.
Continuiamo a chiedere infine una modifica e un adeguamento delle politiche sull’immigrazione e di affermare l’impegno dell’Italia ad una graduale avvicinamento allo 0.7% del PIL della spesa per la cooperazione internazionale.
Il cambiamento di indirizzi di cui c’è bisogno non necessita di reticenze o palliativi.

Comunicato stampa 33/05
Roma 5 luglio 2005