CONTRARIETA’DEL FORUM DEL TERZO SETTORE A MALGARA PRESIDENTE RAINECESSARIO VALORIZZARE RUOLO E FUNZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO

Il Forum del Terzo Settore esprime la propria contrarietà alla candidatura di Giulio Malgara alla presidenza della RAI.
Malgara rappresenta il mondo dei pubblicitari, ovvero quella politica industriale e culturale di impresa di cui il Presidente del servizio pubblico radio-televisivo, a nostro parere, non può essere espressione. Egli è presidente dell’Auditel, di quel metro di misura che induce lo sfrenato inseguimento dell’audience, che molto spesso va a totale a discapito della qualità.
Certo Malgara conosce il mezzo radiotelevisivo, come medium appunto, ma – afferma Edoardo Patriarca portavoce del Forum del Terzo Settore – non ci pare provenga da una cultura imprenditoriale attenta alla dimensione del servizio pubblico che è quella che dovrebbe informare il profilo di una presidenza Rai. Il diritto alla buona informazione, il diritto alla qualità e ad una comunicazione plurale, il diritto di accesso all’informazione per tutti i cittadini, la libertà ad essere informati e ad informarsi, rientrano tra quei diritti universali ed esigibili che la nostra Repubblica deve garantire“.
L’Azienda Rai è una azienda “pubblica” – ribadisce Patriarca nel senso più pieno della parola: pubblica sta per bene comune, un bene che sostiene la crescita e la maturazione di una cittadinanza attiva e impegnata, un bene che si fa attento alla pluralità delle esperienze e delle buone pratiche. Un bene comune dovrebbe raccontare la buona società civile e dar voce anche alle esperienze e ai protagonisti del terzo settore. Per pubblica intendiamo anche un’impresa che “rende conto” a tutta la comunità, con un bilancio sociale chiaro e trasparente, e con comportamenti socialmente responsabili. NO quindi a forme di privatizzazione che sanno di dismissione e di totale appiattimento alle logiche di mercato. SI alla centralità del servizio pubblico, come richiamato dal Presidente Ciampi. Si alla presenza di competenze e saperi che provengono dalla società civile tanto declamata e per nulla valorizzata. Non è possibile che il cda Rai sia composto con una logica spartitoria tra i partiti. E’davvero così povero questo nostro paese di persone autorevoli, stimate ed autonome provenienti dal mondo della cultura e delle professioni, a cui affidare la gestione di un bene pubblico? Noi non lo crediamo, per nulla“.
All’amministratore delegato – conclude Patriarcail compito di far quadrare i conti, sempre ricordando che il bilancio di un servizio pubblico dovrebbe includere il bilancio sociale e che Rai dovrebbe essere la prima azienda a seguire la responsabilità sociale dell’impresa. Al presidente il compito di ricoprire un ruolo di garanzia, ma del diritto dei cittadini ad avere un servizio pubblico, non del peso politico dei consiglieri nel Cda“.

Roma 11 luglio 2005
com. stampa 36/05