INIZIA CON ROMANO PRODI IL CONFRONTO AVVIATO CON TUTTE LE FORZE POLITICHE

Inizia con Romano Prodi il confronto che il Forum del Terzo Settore ha avviato a 360° sulle principali questioni che incidono sul futuro dell’Italia. Un futuro gravato da forti preoccupazioni, espresse insieme a richieste e proposte nel documento “IL FUTURO DELL’ITALIA NON E’ UN LUSSO” recentemente diffuso.
Di seguito una sintesi dei temi che, durante l’assemblea nazionale del 21 settembre a Roma, i rappresentanti del Forum del Terzo Settore sottoporranno all’attenzione del Leader dell’Unione.
1) La riforma del sistema educativo inteso nella sua più larga accezione:
La formazione sarà sempre più chiave dell’accesso al lavoro, alle professioni, ma sarà anche più intensamente esigenza di vita, del percorso della vita, della definizione della persona nel mondo tecnologico, dell’umanizzazione delle tecnologie. Un tema forte che le organizzazioni di terzo settore così radicate nel territorio possono rilanciare come priorità sociale e istituzionale.
2) La sfida dell’immigrazione.
Un Terzo Settore strumento di integrazione sociale attraverso la costante interazione con gli enti locali. La promozione di un impegno diffuso sui diritti sociali e sul diritto di voto amministrativo degli immigrati residenti.
3) L’Europa.
Chiediamo un impegno per una legge quadro di riconoscimento del terzo settore omogenea in tutta la UE per essere rafforzato strumento di dialogo tra le società civili di tutta Europa.
4) La sussidiarietà e le politiche di welfare.
il privato sociale può dare un grande contributo al sostegno e all’innovazione del welfare: una sussidiarietà sociale integrativa e non sostitutiva dei compiti e delle responsabilità delle istituzioni. Un processo virtuoso che necessita di adeguati finanziamenti.
5) Il Mezzogiorno.
Lo sviluppo del Mezzogiorno è un tema trasversale a tutte le nostre questioni e proposte.
6) Il lavoro nel Terzo Settore.
Soggetto di politiche attive per il lavoro e creatore di nuova impresa, dove la flessibilità non significherà riduzione di diritti, ma specificità di nuove professionalità e di nuovi lavori legati alla dinamica delle comunità, della partecipazione degli utenti.

Roma, 19 settembre 2005
com stampa 43/05