CONCLUSO L’INCONTRO CON ROMANO PRODI ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE

Cinque anni di Europa mi hanno permesso di verificare come il terzo settore italiano abbia uno spessore, una diffusione ed una robustezza superiore agli altri Paesi Europei”.
Così Romano Prodi all’assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore riunita oggi a Roma.

In apertura lavori i portavoce Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimelli hanno brevemente presentato il Forum del Terzo Settore che “non intende essere un soggetto politico ma partecipare attivamente alla vita ed alla dialettica politica”.
Il leader dell’Unione – hanno ricordato i portavoce – è stato il primo tra gli esponenti delle forze politiche ad aver accettato il nostro invito al confronto”.
Il forte senso di partecipazione alla vita istituzionale è conseguente alla nostra assunzione di responsabilità – hanno ribadito Patriarca e RasimelliIn questi anni abbiamo difeso ed ampliato la nostra capacità di fare rete, di rappresentanza, e la nostra piattaforma parte dall’esperienza concreta, dalla capacità di lettura che hanno le nostre associazioni dei bisogni concreti delle persone”. “Tra i punti che più ci stanno a cuore: la riforma del sistema educativo; l’immigrazione; l’Europa; la sussidiarietà e le politiche di welfare; il Mezzogiorno; il lavoro

Il terzo settore – ha sottolineato Prodisi pone non come alternativa allo stato sociale ma come suo integratore per un welfare comunitario e municipale”.
Dobbiamo costruire un nuovo Paese; creare le basi per un nuovo sviluppo senza il quale anche il welfare è destinato a finire“.
Il nostro impegno è quello di aumentare le risorse per il welfare, per dare nuovamente speranza al nostro Paese. Dobbiamo ricostruire il mercato del lavoro che preveda sì strumenti di mobilità, ma sia finalizzato al definitivo inserimento dei lavoratori. In Italia l’esplosione della precarietà e la mancanza di prospettive stanno rovinando un’intera generazione“. “Oggi, paradossalmente ci sono meno mobilità e più precarietà rispetto a trent’anni fa. In questo clima d’incertezza -ha detto il leader dell’Unione rispondendo ad una domanda precisa- il figlio del co.co.co non farà il co.co.co. Perché non nasce”.

E sugli altri temi:
Servizio civile nazionale: impegno ad aumentare le risorse, avviando contemporaneamente un dibattito sulla sua obbligatorietà.
Cooperazione internazionale: impegno a giungere all’ 0,7% del PIL per gli aiuti allo sviluppo;
Immigrazione: è necessaria una politica dell’immigrazione seria, che preveda anche le quote. Una politica d’integrazione che comprenda anche i diritti di cittadinanza.
Oggi chi perde il contatto con i ragazzi straneri perde il contatto con la storia.
Mezzogiorno: è come se non esistesse più nell’attuale schema politico. È necessaria una sfida per il suo pieno sviluppo, attraverso una seria politica d’investimenti.
Politiche di welfare: la non autosufficienza sta diventando un dramma sociale: si deve fare opera di armonizzazione dello stato sociale locale attraverso una politica nazionale.
Le famiglie arrancano: nel nostro programma sono prioritarie le politiche a loro sostegno, ma la loro attuazione dipenderà dallo stato delle finanze pubbliche. E la finanziaria si preannuncia con dati negativi impressionanti”.

L’incontro si è concluso con l’impegno da parte del Forum del Terzo Settore di elaborare su 10 tematiche precise brevi schede programmatiche da sottoporre entro Natale all’attenzione di tutti gli esponenti delle forze politiche. I lavori dell’assemblea proseguono con l’ordine del giorno già diffuso.

Roma 21 settembre 2005
com stampa 45/05