Nasce la Fondazione per il Sud

FONDAZIONE PER IL SUD
SCHEDA INFORMATIVA

La “Fondazione per il Sud” nasce a meno di un anno dalla firma del protocollo d’intesa per la realizzazione di un piano di infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno al quale, oltre all’Acri e alla Compagnia di San Paolo e al Forum del Terzo Settore, avevano aderito: Consulta Nazionale Permanente del Volontariato presso il Forum; Convol – Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato; CSV.net – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato; Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione – Co.Ge..

La “Fondazione per il Sud” si propone di promuovere e potenziare l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, in particolare le regioni che rientrano nell’obiettivo prioritario 1 del Regolamento CE n. 1260 del 21 giugno 1999. Attraverso l’attuazione di forme di collaborazione e di sinergia con le diverse espressioni delle realtà locali, la Fondazione favorirà, in un contesto di sussidiarietà e di responsabilità sociale, lo sviluppo di reti di solidarietà nelle comunità locali. Ciò avverrà rafforzando e integrando le reti del volontariato, del terzo settore e delle fondazioni, con strumenti e forme innovative che, senza sostituirsi al necessario ruolo delle istituzioni pubbliche, operino in sinergico rapporto con esse, per contribuire alla costruzione del bene comune e alla realizzazione dell’interesse generale.

La focalizzazione sull’infrastrutturazione sociale tiene conto del fatto che anche la recente riflessione economica riconosce alle infrastrutture immateriali un ruolo cruciale per lo sviluppo di un territorio, abbandonando l’idea che esso sia funzione esclusiva della disponibilità di capitale fisico e di tecnologia. Comunità locali attive, coese e solidali; organizzazioni della società civile sviluppate, pluralistiche e partecipate; un sistema politico efficiente, che genera decisioni e policies condivise rappresentano ormai fattori di successo cui è impossibile attribuire una funzione marginale. La “Fondazione per il Sud” si dedicherà dunque al sostegno di progetti e di attività e non alla realizzazione di strutture materiali.

Attingendo agli utili derivanti dalla gestione del patrimonio del quale sarà dotata e di altre risorse messe annualmente a disposizione dalle Fondazioni, essa si muoverà lungo due linee di intervento:
? la diffusione di nuovi soggetti (come le “Fondazioni di comunità”) specializzati nella raccolta e nell’impiego di donazioni, private e pubbliche, per finalità di interesse collettivo e legate a singoli e ben definiti territori;
? la realizzazione di un certo numero di iniziative esemplari, incidenti su problematiche cruciali, che la “Fondazione per il Sud” promuoverà attraverso una chiamata di progetti su definiti assi tematici, quali:
a) lo sviluppo, la qualificazione e l’innovazione dei servizi socio-sanitari, non in via sostitutiva dell’intervento pubblico;
b) la cura e la valorizzazione dei “beni comuni”;
c) l’educazione dei giovani con particolare riferimento alla legalità e ai valori della convivenza civile;
d) la mediazione culturale e l’accoglienza/integrazione degli immigrati extracomunitari;
e) lo sviluppo di capitale umano di eccellenza, in rapporto alle finalità del Progetto Sud.

La distinzione delle due linee d’intervento non esclude la loro potenziale complementarità. Se da un lato, infatti, non è opportuno che la prima (ferme restando le finalità generali) sia vincolata a singoli ambiti, dall’altro è evidente che un ‘repertorio’ di iniziative esemplari, validate nei loro effetti, potrà costituire un importante punto di riferimento per le “Fondazioni di comunità”.

Il perseguimento delle finalità istituzionali della “Fondazione per il Sud” potrà, infine, essere realizzato anche utilizzando una parte del patrimonio, purché ciò risulti compatibile con gli obiettivi di rischio/rendimento e salvaguardia dello stesso.

Il patrimonio della “Fondazione per il Sud” sarà costituito:
a) dalla dotazione dei Fondatori;
b) da altre eventuali erogazioni o conferimenti di beni mobili e immobili che fossero disposti dai Fondatori destinati specificamente all’incremento del patrimonio;
c) dai conferimenti di beni mobili e immobili, lasciti e liberalità ed introiti di qualsiasi genere, che pervenissero ulteriormente da enti o da privati, con la specifica destinazione dell’incremento patrimoniale;
d) dall’eventuale imputazione a patrimonio di avanzi di gestione.

La dotazione dei Fondatori – Fondazioni di origine bancaria e organizzazioni del Volontariato – risulta così costituita:
a) circa 210 milioni di euro accantonati dalle Fondazioni di origine bancaria con i bilanci consuntivi 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, come indisponibili, in conseguenza dell’Atto di indirizzo cosiddetto “Visco” dell’aprile 2001;
b) circa 100 milioni di euro relativi alla quota disponibile dell’1/15 di competenza dei consuntivi 2003 e 2004, finalizzata per legge ai Centri di Servizio per il Volontariato, non ancora messa a disposizione dei Csv stessi, che il recente decreto interministeriale firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Ministro della Sussidiarietà Sociale rende oggi disponibili perché le organizzazioni del volontariato li conferiscano al patrimonio della nascente Fondazione.
L’attività della Fondazione verrà inoltre sostenuta con un flusso annuale di risorse derivante – quale quota di sua spettanza in base al già citato protocollo d’intesa dello scorso anno – dall’accantonamento annuale da parte delle Fondazioni della differenza che si determina tra il calcolo del 1/15 destinato ai Csv in base alla legge 266/91 prima e dopo l’Atto di indirizzo “Visco”. Questa differenza è complessivamente stimabile in circa 50 milioni di euro all’anno, che saranno così ripartiti:
1. 40% pari a circa 20 milioni di euro per la “Fondazione per il Sud”;
2. 40% pari a circa 20 milioni di euro destinati sempre al Sud per sostenere le azioni e i servizi a favore del volontariato delle regioni meridionali, al fine di sostenerne la qualificazione e la promozione, secondo i principi del sistema previsto dalla legge 266/91, e con procedure che saranno definite di concerto tra i firmatari ed aderenti al presente accordo.
3. 20% pari a circa 10 milioni di euro annui ad integrazione delle somme destinate al finanziamento dei Csv per le finalità previste dall’art.15 legge 266/91.

La “Fondazione per il Sud” sarà amministrata da un Consiglio di Amministrazione i cui componenti durano in carica tre anni e sono rieleggibili per ulteriori due mandati consecutivi. Complessivamente saranno 13: 12, suddivisi pariteticamente fra rappresentanti delle organizzazioni del Volontariato e Fondazioni, cui si aggiunge il Presidente del Consiglio di Amministrazione, quale figura super partes. Il Presidente del CdA è anche Presidente del Comitato Tecnico, che ha funzioni di indirizzo ed è composto da 20 membri, anch’essi suddivisi in maniera paritaria tra i rappresentanti degli enti fondatori, che durano in carica tre anni e sono rieleggibili per ulteriori due mandati consecutivi. E’ presente, inoltre, il Collegio Sindacale, che sarà composto da 5 membri effettivi, incluso il Presidente, e 2 supplenti, nominati dal Collegio dei Fondatori, del quale fanno parte le Fondazioni e le organizzazioni del Volontariato fondatrici. Tutte le nomine per il primo mandato verranno registrate contestualmente all’atto costitutivo della Fondazione.