FINANZIARIA 2007: CHIESTA LA REINTRODUZIONE DEL 5 PER MILLE

Con una lettera inviata ieri 31 ottobre a tutti i parlamentari, Maria Guidotti e Vilma Mazzocco portavoce del Forum del Terzo Settore, cui aderiscono 110 Organizzazioni nazionali e 15 milioni di cittadini impegnati in attività di tutela e promozione dei beni comuni, ribadiscono con forza la richiesta di reinserimento del 5 per mille nella Finanziaria 2007.
Il 5 per mille – si legge tra l’altro nella missiva di cui alleghiamo testo integrale – è una forma di circolazione a valore aggiunto di risorse pubbliche, che restano pubbliche e che hanno finalità pubbliche, sulle quali decidono i cittadini
E, conclude il testo “Il 5 per mille non toglie: aggiunge. E’ questa la differenza che deve essere capita“.

DI SEGUITO TESTO INTEGRALE CHE SI INVIA ANCHE IN ALLEGATO
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI
Il “5 per mille”, introdotto in via sperimentale per l’anno 2006 dalla precedente Legge Finanziaria, ha consentito al contribuente di destinare la quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche al sostegno del volontariato, delle onlus, delle associazioni e degli enti di ricerca scientifica e sanitaria.
Le Organizzazioni del Terzo Settore hanno conseguentemente alimentato nuovi percorsi di cittadinanza attiva: gli enti ammessi alla destinazione della quota sono stati quasi 40.000 e milioni sono stati i cittadini coinvolti. Nella Legge Finanziaria 2007 tale strumento non viene riproposto.
Il Forum Terzo Settore, con le sue 110 Organizzazioni nazionali aderenti e 15 milioni di cittadini impegnati in attività di tutela e promozione dei beni comuni, chiede la riconferma del 5 per mille.
Perché:
• Il 5 per mille si incardina nel percorso di attuazione dell’art. 118 della Costituzione, che favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.
• Il 5 per mille è moltiplicatore orizzontale di coesione sociale. Avvicina i cittadini allo Stato e viceversa, promuovendo quella sana cultura civica che costituisce la base del patto fiscale e di solidarietà tra Stato e Cittadino, di cui il Paese ha sempre bisogno.
• Il 5 per mille genera un circolo virtuoso. Lo Stato (ovvero i cittadini), attraverso organizzazioni di società civile (ovvero i cittadini), destina risorse per attività e servizi ai cittadini -specie i più svantaggiati- che in sostanza ritornano allo Stato (ovvero i cittadini).
• Con il 5 per mille milioni di cittadini contribuenti partecipano al futuro di altri milioni di cittadini meno fortunati attraverso quella società civile organizzata che da sempre è motore di coesione e sviluppo.
• Il 5 per mille non è una modalità di redistribuzione di risorse attraverso la leva fiscale a organizzazioni non profit, ma una forma di circolazione a valore aggiunto di risorse pubbliche, che restano pubbliche e che hanno finalità pubbliche, sulle quali decidono i cittadini. Risorse che acquistano valore aggiunto transitando appunto dentro le organizzazioni e le imprese sociali del terzo settore.
Il 5 per mille non toglie: aggiunge.
E’ questa la differenza che deve essere capita.

Roma, 31 ottobre 2006

Le Portavoce
Maria Guidotti / Vilma Mazzocco

com stampa 20/2006
Roma 01 novembre 2006