Manovra Finanziaria 2010 Forte preoccupazione del Forum

Documento approvato dal Coordinamento giugno 2010
 
 
Il Forum nazionale del Terzo Settore esprime preoccupazione per i contenuti della manovra finanziaria correttiva che il Governo ha presentato in questi giorni.
Pur condividendo la necessità di rimettere in ordine i conti pubblici, coerentemente con le iniziative degli altri governi europei, bisogna impedire che gli effetti del provvedimento possono portare ad un aggravamento della situazione sociale del nostro paese già attraversato da forti diseguaglianze e da una progressiva crescita delle condizioni di povertà.
 
Il percorso verso la corretta tenuta dei conti e del miglioramento dei fondamentali economici non può essere realizzato solo attraverso l’adozione di semplici ed episodici correttivi per far fronte a una situazione contingente ma occorre intervenire con riforme strutturali innovative che sappiano coniugare rigore, equità e sviluppo.
 
Per produrre questo sforzo straordinario di rinnovamento è necessario l’impegno dell’intera comunità nazionale. Crediamo quindi che una manovra economica debba essere preceduta da un ampio confronto con tutte le parti sociali in modo da assicurarne il sostegno e la tenuta. Diversamente è forte il rischio che ulteriori lacerazioni e conflitti possano indebolire la già fragile coesione sociale del paese.
 
A nostro parere non si può procedere a ulteriori blocchi e tagli della spesa pubblica senza avviare un vero processo di riforma della pubblica amministrazione; la lotta all’evasione fiscale, vera emergenza nazionale, deve diventare una priorità assoluta; va rafforzato e non depresso il nostro sistema di protezione sociale per far fronte all’aumento delle condizioni di disagio; bisogna riprendere ad investire nel futuro del paese e nel capitale umano rappresentato dalle giovani generazioni.
 
Purtroppo, dobbiamo constatare che la manovra sembra muoversi in un’altra direzione:
  • il taglio di oltre 10 mld a Regioni ed EELL produrrà con ogni probabilità una ulteriore riduzione della spesa sociale nel territorio, con una conseguente riduzione dei servizi ed un peggioramento delle condizioni di vita soprattutto dei soggetti più deboli, i più minacciati dalla crisi;
  • il taglio non selettivo delle risorse dei Ministeri porterà ad una generale contrazione della spesa pubblica anche in settori dove invece andrebbe accresciuta, senza peraltro assicurare il miglioramento dell’efficienza e la riduzione degli sprechi;
  • va ripristinata la soglia del 74% della percentuale di invalidità per ottenere l’assegno di invalidità civile perché non bisogna confondere l’obiettivo di perseguire i falsi invalidi colpendo persone meritevoli di sostegno pubblico.
  •  l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne impiegate nella pubblica amministrazione, porterà, tra le altre cose, ad un incremento del bisogno di servizi sociali, e non certo ad una loro diminuzione, data la necessità di assicurare le cure parentali.
 
In sostanza, la manovra presenta aspetti di debolezza e poca equità e ci auguriamo che il percorso parlamentare possa consentire di correggerne almeno le più evidenti storture. Confidiamo che, diversamente da quanto fatto dal Governo, il Parlamento vorrà ascoltare le proposte che giungono da quelle realtà del mondo del Terzo settore – volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, ONG, etc. – che rappresentano forze vive del paese e tanto contribuiscono alla sua coesione sociale.
 
In particolare il Forum del Terzo Settore chiede:
  • una più incisiva lotta all’evasione fiscale accompagnata da scelte redistributive delle risorse recuperate, così da rendere esplicito il legame tra la corretta contribuzione di ogni singolo e  il beneficio pubblico;
  • interventi di riqualificazione dei costi e della spesa pubblica attraverso la riforma della pubblica amministrazione centrale e locale, a partire dalla sanità e dal welfare;
  • l’abolizione dell’innalzamento della percentuali di invalidità per aver diritto all’assegno.
  • interventi che possano assicurare una migliore redistribuzione della ricchezza, quali la tassazione delle rendite finanziarie;
  • l’aumento delle misure di contrasto alla povertà nella prospettiva di dotare anche il nostro Paese di strumenti strutturali volti al sostegno al reddito di quanti si trovano nella condizione di povertà assoluta;
  • la ripresa degli investimenti nell’educazione, la ricerca e la cultura, ambiti cruciali per il potenziamento – nel medio e lungo termine – del capitale umano del Paese;
  • la razionalizzazione e la complessiva riduzione delle spese militari, avviando un serio dibattito sull’adeguatezza dell’attuale modello di difesa a interpretare la vocazione internazionale del Paese.
  • il rispetto degli impegni internazionali sulla spesa per la cooperazione allo sviluppo, ridotta oggi a limiti insostenibili;
  • la crescita degli investimenti per il rafforzamento del tessuto sociale e delle organizzazioni che lo promuovono, a partire da un congruo aumento del fondo per il Servizio civile e dalla stabilizzazione del “cinque per mille”.