Libro Bianco sul Terzo

Si è svolto lunedì 13 giugno, alla presenza del sottosegretario di Stato, on. Gianni Letta, l’incontro di presentazione del ‘Libro Bianco sul terzo settore’ (edito da Il Mulino) curato da Stefano Zamagni, Presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore, a cui hanno preso parte Andrea Olivero, portavoce del Forum Terzo Settore, il vicepresidente Commissione Lavoro della Camera, Luigi Bobba, il sottosegretario alle alle Politiche Sociali, Nello Musumeci e il presidente del Censis Giuseppe De Rita. L’incontro è stato preceduto in mattinata dalla presentazione della Relazione annuale per l’anno 2010 dell’Agenzia per il Terzo Settore.

La presentazione del Libro Bianco è stata occasione per toccare molti temi aperti per il futuro del terzo settore: dalla riforma della legislazione di riferimento al finanziamento degli enti non profit, dalle questioni tributarie alla rendicontazione, dal problema della rappresentanza a quello della governance, a quello del riconoscimento della qualità.

Il mondo del terzo settore, “un prometeo incatenato che deve essere liberato da lacci e costrizioni di varia natura, sia giuridico normativa sia economico-organizzativa ed anche, forse in prevalenza, di natura culturale” (Stefano Zamagni), ha in sè grandi potenzialità economiche e sociali, che tuttavia fatica a vedere riconosciute. Produce infatti quasi il 5% del Pil, occupa in forma retribuita 750.000 persone e 3,3 milioni di volontari, un’ “altra economia” che non può essere ignorata.
Con 4 milioni di operatori, pari al 18% del totale dei lavoratori italiani, il non profit rappresenta il ‘contenitore sociale’ più grande, e più qualificato, in Italia: il 60% è costituito da donne, il 72% dei lavoratori sono laureati, l’età media si aggira intorno ai 40 anni. La stima media dei cittadini fruitori si aggira attorno ai 50 milioni. 

Il Libro Bianco dedica spazio anche a tre nodi urgenti per il terzo settore: primo la riforma del libro primo del codice civile; secondo, l’aspetto finanziario: dotare il terzo settore di risorse finanziarie sufficienti, comprendendo la trasformazione in legge ordinaria del 5 per mille; terzo la trasformazione dell’Agenzia per il terzo settore in vera e propria Autorità indipendente e di settore. Un passo importante, quest’ultimo, che vedrebbe il passaggio da Agenzia in Authority, accolto con fiducia dal sottosegretario Gianni Letta che riconosce al terzo settore la capacità di “fare quello che lo Stato non riesce o non sa fare” e, quindi, la necessità di dedicare al terzo settore “misure efficaci di sostegno e una legislazione adeguata”.

Anche Andrea Olivero, portavoce del Forum Terzo Settore, sostiene con urgenza questa trasformazione “alla luce dei grandi cambiamenti che stanno intervenendo nel mondo del non profit”, insistendo molto sul tema della ‘rappresentanza’ del terzo settore, che deve essere “costruita e riconosciuta” attraverso nuovi percorsi che vadano verso una cultura di terzo settore “partecipativa e democratica”.

Alla presentazione ha partecipato anche il neo sottosegretario alle Politiche Sociali, Nello Musumeci che ha affermato “Dobbiamo ripensare un sistema del welfare, essere capaci di intercettare i nuovi bisogni comunitari, saperli interpretare e soddisfare”.

In conclusione Zamagni ha affermato che il terzo settore “deve capire di essere a pieno titolo soggetto di sistema, e non deve pensarsi con una logica vittimistica, come fosse una ruota di scorta rispetto ad altri: può influenzare la società, contribuendo a un miglior funzionamento di tutti i soggetti che a vario titolo intervengono nelle comunità”.