ENPA – Fauna selvatica. Danni all’agricoltura

COMUNICATO STAMPA
 
Fauna selvatica. Danni all’agricoltura, l’Enpa:
“Giù le mani dal lupo. Vietare invece i ripopolamenti venatori.”
 
 
Roma, 26 luglio 2011– «Altro che “attenti al lupo”! Altro che criminalizzazione dei 600 lupi italiani! Fermate piuttosto i ripopolamenti di cinghiali, lepri e fagiani che, voluti da una parte del mondo venatorio, sono – dati delle regioni alla mano – responsabili della maggior parte dei danni legati all’agricoltura. La nostra associazione non è disponibile a lavorare su qualunque ipotesi che contempli la persecuzione di animali protetti, per di più rari.» Così l’Enpa si rivolge ai deputati al termine della conferenza stampa con cui a Montecitorio è stata presentata l’indagine conoscitiva della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sui danni prodotti dalla fauna selvatica alle attività agricole.
«Da tempo – prosegue l’Enpa – abbiamo indicato, anche al Parlamento, quelli che sono i punti fondamentali della questione: evitare ogni commistione tra attività venatoria e “controllo” degli animali selvatici; applicare la legge nazionale in vigore, la 157 del 1992, che reca prioritariamente la necessità dell’adozione di metodi ecologici come vuole l’Europa; affrontare la questione dei cani rinselvatichiti, vittime di crudele abbandono e alla disperata ricerca di cibo; velocizzare i risarcimenti. Ma, soprattutto e in primo luogo, vietare ogni pratica di ripopolamento, in particolare dei cinghiali, animali prolifici e di grandi dimensioni, importati qualche decennio fa dall’estero perché ghiotti esemplari da carniere.»
L’Ente Nazionale Protezione Animali considera molto grave l’allarmismo che, con disprezzo della spiritualità e della cultura italiana, si è creato intorno all’animale tanto amato da San Francesco. Il lupo oggi è già oggetto di spietato bracconaggio, soprattutto attraverso i bocconi avvelenati. Il Parlamento invece dovrebbe conoscerne l’importantissima funzione di riequilibrio nei confronti delle altre specie selvatiche. Tra l’altro, la predazione delle greggi è, come dovrebbe esser noto, spesso dovuta a branchi di cani inselvatichiti e ibridati con i lupi, di cui oggi nessuno, se non le associazioni animaliste, sembra preoccuparsi.
“Chiediamo ai parlamentari un po’di coraggio – conclude l’Enpa -. Il coraggio di saper scontentare, vietando i ripopolamenti, quella parte di mondo venatorio che ancora oggi impone la liberazione dei cinghiali e degli altri animali di allevamento. Questa è una misura di prevenzione prioritaria che dobbiamo agli agricoltori e al loro lavoro, ma anche all’ambiente e agli animali stessi, allevati per fare da bersaglio alle doppiette”.
ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI
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Giovanni Losavio
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