FTS Lazio – TERZO SETTORE LAZIO E WELFARE

Dichiarazione del Portavoce del FTS Lazio sulla Legge Regionale sul‘Sistema integrato di Welfare’

PALUMBO: “Se si vuole la sussidiarietà vera, indispensabile integrare con le nostre indicazioni la proposta di legge regionale sul welfare presentata dall’Assessore Forte”

“Prendendo atto con soddisfazione che anche nel Lazio si adotterà una normativa specifica e organica sul‘Sistema integrato di welfare’, riteniamo indispensabile però integrare con le nostre indicazioni la proposta di legge della Giunta regionale presentata dall’Assessore Aldo Forte. Nell’attuale formulazione, infatti, la legge è per noi troppo economicista, centralista e costruita senza un percorso partecipativo.”

Così si è espresso il Portavoce del Forum del Terzo Settore del Lazio, Gianni Palumbo, alla conclusione della sua audizione alla Commissione Lavoro e Politiche Sociali della Pisana, affiancato dal Presidente Us Acli Lazio, Umberto Soldatelli.

“Pur apprezzando lo sforzo dell’Assessore regionale alle Politiche Sociali, in questa fase di acuta crisi finanziaria globale, il testo presentato deve assolutamente essere rielaborato per fronteggiare una situazione difficile che perdurerà a lungo nella nostra regione, incidendo pesantemente sull’area del disagio, sulle fasce più deboli della popolazione, e quindi sugli utenti dei servizi sociali. Il nesso è semplice ed evidente: crisi significa, purtroppo, più disoccupati per licenziamenti e persone in cerca di un primo lavoro, meno reddito disponibile, più richiesta di servizi sociali e di interventi per la persona. E’ più che mai necessario un welfare solidale, comunitario ed universale.

In particolare, il Forum del Terzo settore del Lazio – prosegue Palumbo – non condivide: innanzitutto, la scelta di far prevalere nell’impianto legislativo principi ed una visione economicista che assoggetta le esigenze dell’uomo alle sole compatibilità finanziarie.

La buona politica non è solo equilibrio di bilancio tra entrate/uscite, ma la ricerca possibile del miglioramento della qualità della vita, del benessere delle persone e l’uso appropriato delle risorse ai fini dello sviluppo. Invece il sistema dei servizi delineato sembra indirizzarsi non a risposte integrate e finalizzate, ma alla pura erogazione di prestazioni assistenziali di tipo riparativo e compassionevole, con troppi servizi risolti con prestazioni finanziarie erogate direttamente all’utente, mentre un’individuazione precisa e territorialmente adeguata dei ‘Livelli Essenziali di Assistenza’, slegata dalle esclusive compatibilità di bilancio è per noi l’obiettivo iniziale per realizzare un Sistema di servizi, interventi e prestazioni moderno ed efficiente.”

“Secondo. Critichiamo il centralismo ispiratore della legge che attribuisce alla Regione quasi tutte le prerogative. I Comuni, le Province, il Terzo Settore non hanno il ruolo che loro compete e anzi quest’ultimo – nell’articolo 30 della legge regionale – viene malinteso e confuso addirittura come ente gestore. Una governance del welfare deve essere reale: la tanto citata sussidiarietà – quella vera, delineata nella Costituzione negli articoli 2, 3 e 118 – è un’altra cosa: esiste se tutte le parti compartecipano alla governance, ma se manca il Terzo settore non è sussidiarietà ma servizio pubblico o al massimo sussidiarietà verticale pubblica. Se manca l’Ente locale siamo di fronte ad un’attività privata o al massimo di economia civile, ma non è affatto sussidiarietà.”

In merito poi ai clamorosi ritardi nei pagamenti agli enti di Terzo settore che hanno raggiunto cifre stratosferiche è stato proposto un emendamento che chiede che ‘la Regione e gli enti locali nell’ambito dei contratti di affidamento dei servizi prestano agli Enti gestori dei servizi apposita fidejussione bancaria o assicurativa atta a garantire in via sostitutiva il pagamento delle prestazioni effettuate entro 30 giorni dalla presentazione fattura’.

“Ancora: gli ambiti distrettuali attuali invece di aumentare per meglio attagliarsi alle esigenze dei diversi territori, diminuiscono, sostituiti da ‘mega-territori provinciali’ ingovernabili, le OASI. Non è cosi che si fa l’integrazione sociosanitaria.

Infine, poiché nella proposta dell’Assessore Forte esistono ben 18 rimandi a regolamenti specifici, il Forum Terzo Settore del Lazio – sottolinea Palumbo – chiede l’istituzione di un apposito tavolo tecnico per la loro stesura, per la quale si candida, e questo proprio per dimostrare nei fatti il nostro spirito di concreta e fattiva collaborazione.”

“E – conclude il Portavoce Gianni Palumbo – un ultimo inciso. Rilevando con dispiacere la scarsa presenza dei Consiglieri dei Gruppi di maggioranza – che riteniamo interlocutori primari – in Commissione durante l’audizione di ieri, il Forum del Terzo Settore del Lazio si propone di iniziare da subito un percorso di incontri e confronti per precisare i dettagli delle proprie proposte.”

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