ANPAS – Dall’Unità Nazionale all’Europa dei Popoli

Il Parlamento europeo nel 2008 ha sottolineato come il volontariato, attraverso la sua azione, “apporta un contributo essenziale per la creazione e per l’accrescimento del capitale sociale, per la valorizzazione delle relazioni interpersonali e per l’affermazione della persona, superando i limiti di una visione economicistica dello sviluppo”.

Su questa indicazione, sabato 15 ottobre presso il Palazzo Ducale si è tenuta la tavola rotonda “Dall’Unità nazionale all’Europa dei Popoli”, promossa da ANPAS nazionale ed ANPAS Liguria, con il contributo del CELIVO (Centro Servizi per il Volontariato di Genova).

Sono intervenuti Stefano Tabò (Presidente del CELIVO), Dino Ardoino (Presidente Comitato Regionale ANPAS Liguria), Gianni Pittella, Vicepresidente del Parlamento Europeo, Luca Jahier (Presidente del III Gruppo del CESE Comitato Economico e Sociale Europeo – vedi l’intervista per ANPAS Informa), Knut Fleckenstein (Presidente di SAMI Samaritan International), Renzo Razzano, Vicepresidente CEV (Centro Europeo di Volontariato), Fabrizio Pregliasco (Vicepresidente nazionale ANPAS) Fausto Casini (Presidente nazionale ANPAS)

Dall’Unità Nazionale all’Europa dei Popoli

ACTION, ACTION, ACTION: LE TRIPLA “A” DEL VOLONTARIATO COME RISPOSTA ALLA CRISI IN EUROPA

Una possibile ricetta per uscire dalla crisi economica e sociale per la pace in Europa: un nuovo modello economico e sociale ispirato al volontariato

Giovani, integrazione, Europa e Mediterraneo ma anche un nuovo modello economico ispirato dal volontariato e dalla cittadinanza attiva: sono i temi emersi nel corso della tavola rotonda, organizzata da ANPAS in partnership con CELIVO, che si è svolta sabato 15 ottobre presso il Palazzo Ducale di Genova.

Ad apertura della tavola rotonda Stefano Tabò, presidente del CELIVO, ha evidenziato come «il volontariato sia un modo d’essere in grado di fertilizzare mondi aridi». Dino Ardoino, presidente di ANPAS Liguria, ha sottolineato invece: «l’approccio concreto ed il ruolo di precursore del Volontariato rispetto alla realtà sociale».

Il volontariato non solo per ricucire la società, ma per proporre un nuovo modello economico e per la pace in Europa. Secondo Mauro Giannelli, responsabile nazionale formazione ANPAS: “L’esperienza delle Pubbliche Assistenze, cominciata prima dell’Unità d’Italia, può contribuire alla coesione dei popoli d’Europa e all’affermazione di un nuovo modello di economia. Le Pubbliche Assistenze sono infatti un’esperienza strutturata, economicamente rilevante, che ha portato benessere economico nel Paese».

Knut Fleckenstein, presidente di SAMI (Samaritan International) e Renzo Razzano, Vicepresidente di CEV (Centro Europeo Volontariato) hanno sottolineato come «L’Europa necessita di volontari per restare viva, perché l’Europa vive
delle diversità», non solo degli Stati che la compongono, ma anche di culture e di generazioni.

Luca Jahier, Presidente del III Gruppo del CESE Comitato Economico e Sociale Europeo, ha ricordato le parole del ministro delle Finanze della Polonia in Parlamento Europeo secondo il quale «se non si trova una soluzione per uscire dalla crisi dell’Eurozona, si corre il rischio di tornare alla guerra. Il più lungo periodo di pace in Europa rischia di frantumarsi sul crollo di una civiltà incapace di trovarsi uno spazio nel mondo».

Quale futuro per il modello europeo? Jahier ha ricordato che i paesi emergenti, come l’India, la Cina, il Brasile, hanno investito nella ricerca, nei sistemi educativi. «Le nostre società in Europa stanno vivendo un rapidissimo cambiamento: da società produttive a società di anziani. Siamo in un punto di non ritorno per il nostro sistema: meno soldi, più austerità, più rischio, più necessità di innovazione. Il volontariato è uno dei soggetti capaci di sostenere il rischio».

I giovani, la testimonianza e la responsabilità. Fausto Casini, presidente di ANPAS Nazionale, ha dichiarato: «In quanto associazione di volontariato dobbiamo avere il coraggio di essere seme di cambiamento, per un futuro di accoglienza e sostenibilità. La crisi evidenzia infatti un bisogno di mediazione culturale, linguistica e tecnologica, del quale le giovani generazioni possono essere protoganiste e insegnanti. Noi dobbiamo metterci a loro disposizione».

Documenti e video: www.anpasnazionale.org