IL WELFARE DI DOMANI? UN’ANALISI SULLA DELEGA ASSISTENZIALE E SUL FUTURO DELLE POLITICHE SOCIALI IN ITALIA. IL FORUM PRESENTA IL RAPPORTO AL SOTTOSEGRETARIO AL WELFARE

COMUNICATO STAMPA
 
Roma 15 novembre 2011
Presentato a Roma il rapporto di ricerca “Il welfare di domani? La delega assistenziale e il futuro delle politiche sociali in Italia. Un’analisi a partire dai dati”. Il rapporto, realizzato dal Forum Nazionale del Terzo Settore e curato dal Prof. Gori, docente di Politica Sociale all’università Cattolica di Milano, rappresenta un contributo alla riflessione sull’intero sistema di welfare italiano, a partire dall’analisi del disegno di legge delega assistenziale, così come era stata presentata dal precedente Governo.
L’intero sistema del welfare italiano va riformato – dichiara Andrea Olivero, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore-, ma il percorso non può essere avviato sotto la minaccia della delega assistenziale. Riteniamo necessaria una riorganizzazione del sistema di welfare che fondi le sue basi su dati empirici. Non possiamo accettare ulteriori tagli all’assistenza, né che si continui a fare cassa in un settore già fortemente sotto-finanziato.” Il Fondo nazionale per le politiche sociali è sceso dai 697,6 milioni di euro del 2008 ai 218 milioni nel 2011. Inoltre l’Italia, paragonata anche al sistema europeo, spende nettamente meno nei settori della non-autosufficienza, della famiglia e della povertà. 

La spesa pubblica italiana per il welfare– afferma Cristiano Gori, in percentuale del Pil, nel 2008 era più alta del 38% della media Ue a 15 nel settore delle pensioni; sostanzialmente uguale sul totale del welfare; un pò più bassa nel capitolo sanità (-10%), e nettamente più carente nei settori della non autosufficienza (-31% rispetto a Ue), della famiglia e maternità (-61%) e della povertà (-75%).
Il Sottosegretario al Welfare, Cecilia Guerra, nella sua prima uscita pubblica sui temi in questione in occasione della presentazione del rapporto ha dichiarato: “Il Forum del terzo Settore è interlocutore fondamentale per le tematiche che intendiamo affrontare ma in questa delicata fase di governo non siamo ancora pronti per presentare le nostre linee programmatiche.” “È impensabile ritenere che ci sia spazio per una riduzione del finanziamento complessivo alle politiche sociali – ha poiproseguito -. Per la parte sociale la delega presenta un elemento di indeterminatezza che va chiarito e superato. Per ora quello che posso dire è che ci sono problemi che condivido. In questo contesto è necessario capire dove prendere nuove risorse, ma c’è comunque spazio per finalizzare meglio quelle a disposizione. In quest’ottica la riforma di un istituto come l’Isee è imprescindibile. Si tratta di un  intervento importante, anche per chiarire che si tratta di uno strumento di misura ma non dello strumento di politica sociale. Opereremo dentro vincoli molto stringenti che derivano da scelte del passato e ma dalla consapevolezza di dover agire dentro un governo del risanamento dei conti pubblici. Sicuramente opereremo un cambiamento semantico, culturale e lessicale su alcuni termini , come ‘falsi invalidi’, che non condivido e che danno l’idea di un settore in cui ci sono solo abusi e sprechi. Preferisco parlare di politiche sociali e di persone come cittadini”. “Il coinvolgimento degli attori di terzo settore è importante – ha proseguito Guerra – per riprendere il discorso con regioni e comuni perché bisogna ripensare al Welfare dei servizi”
Anche l’On. Gianfranco Fini Presidente della Camera dei Deputati, ha inviato il suo messaggio al Forum “Sono certo che dalla vostra presentazione potranno emergere importanti spunti di riflessione sulle modalità attraverso le quali procedere a una riforma delle politiche sociali che abbia l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di tutti i cittadini. Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’impegno profuso dal Forum del Terzo Settore nel valorizzare e potenziare azioni e progetti volti ad una sempre maggiore e più efficace inclusione e protezione sociale dei cittadini“.
Accettare questo stato di cose non è più sostenibile – conclude il Portavoce del Forum -. In questa fase di grande trasformazione del Paese e di grave emergenza economica e sociale chiediamo al nuovo Governo di prendere una posizione sulla delega e su alcuni temi ineludibili che essa pone ma sui quali non fornisce gli strumenti necessari per affrontarli quali i criteri di accesso, la lotta alla povertà, la crisi dei servizi, il ruolo delle prestazioni monetarie e altri ancora. Come Forum del Terzo Settore, e quale parte sociale riconosciuta, chiediamo di entrare nel pieno merito di questa questione e che venga aperto un tavolo di confronto con le parti sociali e le istituzioni per dare il nostro contributo affinché si trovino soluzioni alternative sostenibili sia sotto il profilo economico che su quello sociale. Se il risanamento dei conti pubblici è fondamentale, non basta da solo a curare il Paese, va anche garantita la tenuta della coesione sociale.” 
Chiediamo infine che venga cancellata la delega di riforma del settore socio-assistenziale (art. 10 della complessiva delega fiscale-assistenziale) e che si dia l’avvio ad una riforma del welfare sociale. Proprio perché realizzata in un momento storico così delicato per il Paese – conclude Olivero – tale riforma dovrebbe essere realizzata con la più ampia partecipazione delle Istituzioni e di tutti gli attori sociali coinvolti.
 
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