unicef – Lanciata la “Child Survival-Call to Action” per ridurre la mortalità infantile

14 giugno 2012

Oggi oltre 80 governi insieme a molti partner del settore privato, della società civile e di organizzazioni religiose lanciano una Call to Action per la sopravvivenza dei bambini – un forum di alto livello promosso dai governi di Etiopia, India e Stati Uniti, in collaborazione con l’UNICEF, per portare avanti, a livello mondiale, un impegno globale per salvare la vita dei bambini.

Negli ultimi 40 anni, nuovi vaccini, il miglioramento delle pratiche di assistenza sanitaria, gli investimenti nel settore dell’istruzione e l’impegno di governi, società civile e altri partner hanno contribuito a ridurre il numero di decessi infantili di oltre il 50%.

Eppure, milioni di bambini – la maggior parte dei quali inAfrica sub-sahariana e Asia meridionale – muoiono ogni anno per cause ampiamente prevenibili prima di raggiungere il loro quinto compleanno. Nel 2010, questo si è tradotto in 57 bambini morti per 1.000 nati vivi.
           
La Call to Action sfida il mondo a ridurre la mortalità infantile  a 20 – o anche meno – decessi infantili ogni 1.000 nati vivi in ​​ogni paese entro il 2035. Il raggiungimento di questo storico traguardo, salverà la vita ad altri 45 milioni di bambini entro il 2035, avvicinando il mondo all’obiettivo di porre fine alle morti infantili prevenibili.
 
Bisognerà quindi massimizzare gli impegni in cinque settori chiave:
            1. A livello geografico: crescita degli interventi nei 24 paesi in cui si verificano circa l’80% delle morti di bambini sotto i cinque anni di età.
            2. Popolazioni molto numerose: ampliamento dell’accesso ai sistemi sanitari per le popolazioni meno abbienti, includendo gruppi rurali e a basso reddito.
            3. Soluzioni ad alto impatto: affrontare le cinque cause che rappresentano quasi il 60 per cento dei decessi infantili: polmonite, diarrea, malaria, nascite pre-mature e morti durante il parto.
            4. Istruzione e formazione per donne e ragazze: investire nei programmi sanitari per includere la formazione di ragazze, nell’emancipazione delle donne e promuovere una crescita economica inclusiva.
            5. Responsabilità Reciproca: raggiungimento degli stessi obiettivi ed utilizzo del comune sistema metrico decimale per la rilevazione dei progressi.
 
Nella Call to Action, i Governi e i partner chiedono un impegno per supportare Una Promessa Rinnovata, a collaborare alla stesura di piani nazionali per la sopravvivenza dei bambini, a monitorare i risultati e a concentrare l’attenzione su quelli più svantaggiati e vulnerabili.
         
“Abbiamo gli strumenti, le cure e le tecnologie per salvare milioni di vite ogni anno, e non ci sono scuse per non usarli”, ha detto il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake. “Per rinnovare la nostra promessa per i bambini nel mondo, dobbiamo concentrarci sulle principali cause di mortalità infantile come diarrea, polmonite e malaria aumentando la copertura ad alto impatto e le cure a basso costo, valorizzando una più ampia innovazione e stimolando una maggiore responsabilità politica per includere anche i bambini più difficili da raggiungere. Il grande obiettivo di prevenire i decessi infantili deve essere la nostra causa comune “.
          
“L’India è onorata di co-promuovere questa Call to Action mondiale. Negli ultimi 10 anni il tasso di mortalità infantile nel nostro paese ha subito un calo costante, ma non c’è  spazio per l’autocompiacimento “, ha detto Ghulam Nabi Azad, il Ministro indiano della Salute e della Famiglia. “Ridurre la mortalità neonatale e infantile resta l’obiettivo più importante della National Rural Health Mission dell’India. Con la nostra esperienza negli interventi per la sopravvivenza dei bambini e l’ampiezza della programmazione degli stessi, possiamo adoperarci al meglio per collaborare nell’attuazione di iniziative legate alla sopravvivenza infantile nella regione dell’Asia-Pacifico “, ha aggiunto.
           
“Nel mondo, non esistono due paesi uguali. Ognuno di noi ha bisogno di definire la propria tabella di marcia per raggiungere questo lodevole obiettivo. In Etiopia, solo negli ultimi dieci anni, abbiamo dimezzato il tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni da 166 a 88 bambini morti ogni mille nati viti,”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Ministro della Salute dell’Etiopia. “Ciò che promettiamo al mondo e ai nostri figli ora è che l’Etiopia lavorerà nel migliore dei modi, come già abbiamo fatto in passato, per portare entro il 2035 il tasso di bambini morti a meno di 20 per ogni 1000 nati viti. Saremo poi in grado di guardare indietro e di dire: abbiamo fatto giustizia per i nostri bambini e scritto una pagina importante nella storia dell’umanità”, ha aggiunto.
 
 
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