CDO – LA SPENDING REVIEW E L’IMPATTO SUL MONDO NON PROFIT

18 luglio 2012
Alcune considerazioni in merito all’impatto della spending review sulle organizzazioni del terzo settore
di Monica Poletto Presidente CDO Opere Sociali
L’articolo 4 del decreto 95/2012 (spending review) contiene alcuni passaggi che, mettendo in difficoltà la rete di privato sociale che costituisce una ottima parte del sistema di welfare italiano, finirebbero per contraddire le ragioni stesse del decreto, che paiono essere il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica.
In particolare sottolineo alcuni aspetti:
– Le associazioni e fondazioni in Italia spesso hanno rapporti contrattuali di fornitura di servizi con la Pubblica Amministrazione. Ai sensi del comma 6 dell’articolo 4, tali servizi potranno essere assegnati soltanto attraverso procedure di gara concorrenziali.
Si tenga in considerazione che esistono multiformi tipologie di rapporto (si pensi ai servizi “in accreditamento”, ad esempio. O alle convezioni sottoscritte da organizzazioni di volontariato per servizi di assistenza resi sul proprio territorio) e che i servizi oggetto di tali contratti sono normalmente servizi alla persona.
È molto importante che il disposto normativo tenga conto di questa molteplicità di rapporti contrattuali e della peculiarità dei servizi in oggetto.
– Al contempo , gli enti fornitori di servizi alla Pubblica Amministrazione non potranno ricevere contributi a carico delle finanze pubbliche.
È però frequente che gli enti del terzo settore finanzino altre proprie attività mediante l’ottenimento di contributi a fronte di progetti. Si pensi, ad esempio, a quelli annualmente assegnati alle organizzazioni di volontariato ai sensi dell’articolo 12 della Legge 266/91: le associazioni che presentano progetti sperimentali, dunque, dovrebbero essere diverse da quelle che hanno rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione? Non se ne comprenderebbe molto la ragione. Si tenga in considerazione che per molte organizzazioni del terzo settore la quadratura del bilancio sta diventando una impresa eroica, e togliere loro anche la possibilità di accedere a entrate di natura diversa porterebbe molte di esse a vedere compromessa la propria esistenza.
– Per le cooperative sociali, l’articolo 5 della legge 381/91 prevede procedure di affidamento particolari, in virtù dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati che esse attuano. È di estrema importanza che tali procedure siano salvaguardate anche nel nuovo assetto, e che ciò sia fatto nel modo più esplicito possibile. In un momento in cui tante persone si trovano improvvisamente senza lavoro, le cooperative sociali si stanno dimostrando eccezionali ammortizzatori sociali. È importante che possano continuare a esplicare questa loro funzione.