FTS EMILIA ROMAGNA -“APS: Attivatori e Protagonisti di Socialità”

 

Seconda Conferenza Regionale sull’associazionismo
sabato 1° dicembre, 9.30-13.30, a Bologna (c/o Sala A, Terza torre della Regione)

 

Qual è l’importanza delle associazioni di promozione sociale per il nostro sistema di welfare? Quali politiche mettere in campo per valorizzare e promuovere queste realtà? 
Questi i temi al centro della Seconda Conferenza Regionale dell’Associazionismo di promozione sociale, che si terrà a Bolognasabato 1° dicembre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la “Sala Conferenze A”, Terza Torre della Regione Emilia Romagna (viale della Fiera, 8).
L’appuntamento – promosso dalla Regione Emilia Romagna e dall’Osservatorio regionale sulla promozione sociale – rappresenta un’occasione importante per coinvolgere organizzazioni, circoli, soci e cittadini in un confronto sul contributo che le associazioni di promozione sociale (APS) possono offrire alla costruzione e mantenimento di una società civile, coesa, inclusiva e solidale. Ma non c’è solo questo. Si tratta infatti anche di un’importante opportunità per fare il punto sulla situazione, sui problemi che le APS affrontano e sulleazioni e percorsi da mettere in campo per superare le criticità e promuovere e rafforzare questi organismi.

“Nel corso della Conferenza verranno approfondite le tematiche emerse negli incontri e nei seminari preparatori, realizzati nei territori provinciali con l’obiettivo di favorire la partecipazione e il coinvolgimento delle tante realtà associative operanti nei contesti locali. – sottolinea Gian Paolo Crepaldi (Arci), Portavoce dell’Osservatorio Regionale sulla Promozione Sociale – In primis il tema dell’identità dell’associazionismo di promozione sociale, un mondo costituito da realtà operanti in contesti e ambiti estremamente differenti, ma accomunate da un metodo di lavoro basato sulla partecipazione, sulla democrazia, sulla cittadinanza attiva”. 
Ma anche gli importanti temi della sussidiarietà e della partecipazione; “basti pensare – prosegue Crepaldi – che il 90% dell’attività delle associazioni è basato sull’impegno divolontari, che scelgono di impiegare il proprio tempo libero in favore della collettività, della promozione della cultura, del benessere e della socialità”.

Da qui la necessità di promuovere una riflessione anche sulle politiche, sulle normative e organismi da mettere in campo. “L’altissima percentuale di volontari presenti nelle nostre organizzazioni impone una riflessione sul rapporto tra le associazioni di promozione sociale, riconosciute dalla Legge 383/00, e le organizzazioni di volontariato (Legge 266/91) e su come creare e implementare le connessioni tra queste realtà. – spiega Crepaldi – Un altro tema riguarda poi i luoghi di partecipazione territoriale: infatti, mentre per il volontariato a livello provinciale esistono i Comitati Paritetici, nella promozione ancora mancano luoghi di confronto comune sul territorio, con il conseguente problema dello scollamento tra le grandi reti regionali e le piccole associazioni di base operanti a livello locale”. 
Infine gli strumenti: dalla formazione per favorire la costruzione di un pensiero condiviso; airegistri, che servirebbero per certificare l’autenticità delle organizzazioni, ma che in molti casi vengono utilizzati come strumento burocratico e di controllo; fino alla promozione di uncodice di autoregolamentazione per garantire davvero la qualità delle organizzazioni, responsabilizzarle al rispetto del proprio ruolo e impedire i casi di abuso in cui ‘finte associazioni’ sono state utilizzate per l’evasione.

La Conferenza sarà poi un’occasione fornire i dati aggiornati sulle APS. “Già nel 2009, secondo le stime del Rapporto Unioncamere sull’economia regionale, si contavano in Emilia Romagna più di 1500 associazioni, con oltre 1 milione di soci. – conclude Crepaldi – I numeri faranno dunque certamente riflettere sul ruolo e l’importanza delle organizzazioni di promozione sociale per lo sviluppo e la coesione del nostro territorio, ma anche sulla loroautonomia dai finanziamenti pubblici e sulla loro capacità di resistere e rinnovarsi dinnanzi alla crisi”.

In allegato il programma dell’iniziativa

Fino al 30 novembre sarà possibile iscriversi anche on-line tramite il sito della Regione.

Per altri documenti e maggiori informazioni cfr. www.bandieragialla.it