CNCA – Lampedusa, inaccettabile la situazione in cui versano neonati, minorenni, donne

 

Marelli: “Basta con l’emergenza, creare subito un sistema di accoglienza stabile e garantito dal punto di vista finanziario”

 

Roma, 30 novembre 2012

“A Lampedusa siamo di nuovo all’emergenza. Ora basta. Non è tollerabile che un paese civile non sia in grado di costruire un sistema stabile ed efficiente per l’accoglienza degli stranieri che arrivano dalle coste africane.” Liviana Marelli, responsabile Infanzia, adolescenza e famiglie del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), esprime la propria indignazione per una situazione inaccettabile: 900 persone stipate in una struttura che potrebbe accoglierne al massimo 400. Tra loro, 123 minorenni giunti dalla Libia, di età tra i 12 e i 17 anni, e 17 bambini piccoli accompagnati, compresi 4 neonati.

 

“Le condizioni in cui sono costretti questi esseri umani – e in particolare i neonati, i minorenni, le donne”, dichiara Marelli, “conferma ancora una volta che Lampedusa viene lasciata sola a fronteggiare una questione che riguarda l’intero Paese e la stessa Europa. Occorre creare, finalmente, un sistema di accoglienza degno di questo nome, opportunamente finanziato, che non vada in tilt perché sono arrivati 100 ragazzi… Cominciamo subito a trasferire questi minorenni in comunità ‘vere’, e non in strutture improvvisate o non idonee, dislocate in tutta Italia, senza congestionare le comunità del Sud come fatto finora. E sarebbe ora che il Governo prendesse posizione sul finanziamento dei progetti di accoglienza dei ragazzi arrivati con la cosiddetta ‘Emergenza Nord Africa’, in seguito alle vicende della Primavera araba. A oggi, non sappiamo se questi progetti verranno rifinanziati nel 2013.”

 

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