Rapporto sulla coesione sociale 2012

 

Inps, Istat e Ministero del lavoro e delle politiche sociali hanno presentato il terzo Rapporto sulla Coesione sociale relativo al periodo 2011/2012. Il rapporto contiene dati statistici che esaminano il mercato del lavoro,  il capitale umano, la povertà e l’esclusione sociale, le politiche di sostegno al reddito e quelle attive del lavoro e previdenziali. cresce povertà: difficoltà a mangiare e riscaldare casa

Nel corso degli anni, a peggiorare la loro condizione sono state soprattutto le famiglie numerose, con figli piccoli, residenti al Sud, e le famiglie dove convivono più generazioni. In questi ultimi nuclei familiari, l’incidenza della povertà relativa è pari al 32% fra i minorenni (18,2% nel caso della povertà assoluta). E gli anziani restano vulnerabili, soprattutto nel Mezzogiorno, dove risulta relativamente povero il 24,9% (7,4% quelli assolutamente poveri).

Le informazioni, contenute in due volumi, scaricabili gratuitamente in formato PDF sono organizzate in tre sezioni:

  • Contesti, che riporta tre quadri informativi di scenario con taglio socio-demografico, economico e del mercato del lavoro;
  • Famiglia e coesione sociale, in cui si rappresentano alcuni fenomeni rilevanti come il capitale umano, la conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, la povertà;
  • Spesa ed interventi per la coesione sociale, con dati sulla spesa sociale delle amministrazioni pubbliche, sulla protezione sociale, sulle politiche attive e passive del mercato del lavoro, sui servizi sociali degli Enti locali.

Occupati e disoccupati

Per quanto riguarda il mercato del lavoro secondo il rapporto nel secondo trimestre 2012 gli occupati sono stati 23 milioni 46mila, facendo segnare un -0,2% in confronto allo stesso trimestre del 2011 (-48 mila unità) e la diminuzione ha riguardato esclusivamente la componente maschile. Il tasso di occupazione per questo periodo si è attestato 57,1%.

I dati più traumatici, così come abbiamo già avuto modo di vedere su altri rapporti precedenti riguardano la disoccupazione. Nel secondo trimestre 2012, i disoccupati sono stati 2 milioni 705 mila; in questo caso l’aumento tendenziale su base annua è stato del 38,9% pari a circa +758 mila unità! Il tasso di disoccupazione è stato al 10,5% (+2,7 punti percentuali rispetto al 2011), quello giovanile (15-24 anni) si è attestato invece al 33,9%, raggiungendo il 48% se riferito alle giovani donne del Mezzogiorno.

E’ diminuita la popolazione che non cerca lavoro né è disponibile a lavorare, ovvero i Neet. Il tasso di inattività si porta al 36,1%, in calo di 1,8 punti percentuali rispetto a un anno prima.

Lavoratori dipendenti

Per quanto riguarda i tipi di contratti utilizzati sono 10 milioni 492mila i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, in calo rispetto all’anno precedente (-0,7%).

Diminuiscono anche i lavoratori dipendenti con contratto a termine (-4,1%), soprattutto nelle isole e al centro Italia. Il lavoro a tempo parziale riguarda in prevalenza l’universo femminile: nelle forme tipiche di part time, orizzontale verticale e misto, le donne rappresentano, nel 2012, rispettivamente il 73,4%, il 69,6% e il 76,2% dei lavoratori con contratto a orario ridotto.

Retribuzione

Nel 2011, la retribuzione media giornaliera dei lavoratori dipendenti (esclusi i domestici) è stata di 85,80 euro, in aumento di circa l’1,7% rispetto al 2010. A livello territoriale, nel Nord-ovest si registra il livello più alto di retribuzione media giornaliera; i valori più bassi sono invece quelli delle Isole e del Sud con la Calabria maglia nera.

Il divario di genere è piuttosto accentuato, con retribuzioni medie giornaliere per gli uomini pari, nel 2011, a 96,90 euro, contro i 69,50 euro di quelle corrisposte alle donne.

 

IN ALLEGATO: 

Rapporto sulla coesione sociale 2012_1

Rapporto sulla coesione sociale 2012_2