ELEZIONI 2013: COESIONE E SICUREZZA SOCIALE, SVILUPPO, EQUITA’, LEGISLAZIONE PER IL TERZO SETTORE

IL FORUM NAZIONALE DEL TERZO SETTORE FA APPELLO ALLE FORZE POLITICHE INDICANDO 4 PUNTI PER LA CRESCITA DEL PAESE E 6 PRINCIPI PER ORIENTARE E VALUTARE LA FUTURA AZIONE POLITICA

 

Roma 15 febbraio 2013

In occasione delle prossime elezioni di febbraio 2013, il Forum Nazionale del Terzo Settore sottopone le sue proposte alle forze politiche in campo. 

Quattro gli assi portanti che, secondo il Forum, dovranno caratterizzare l’impegno politico del prossimo Parlamento e del Governo: coesione e sicurezza sociale; sviluppo; equità; legislazione per il terzo settore.

Accanto ad essi il Forum indica alcuni principi che dovranno orientare la futura azione politica e che saranno utilizzati per valutare l’operato dei candidati alle prossime elezioni. Il Forum del Terzo Settore chiede a ciascun futuro parlamentare di porsi di fronte ad ogni proposta legislativa domandosi se la sua approvazione: concorrerà a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione; ridurrà le diseguaglianze; aumenterà l’inclusione sociale; contribuirà alla lotta alla povertà e alle discriminazioni; promuoverà uno sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile; è equa dal punto di vista intergenerazionale e fa si che i nostri figli e nipoti staranno meglio.

In questo momento di crisi profonda per il Paese, che produce pesanti effetti sul piano sociale – dichiara il Portavoce Pietro Barbierichiediamo che vengano rispettati questi principi, fondamento di una politica sana e responsabile.”

 

I 4 ASSI PORTANTI PER LA CRESCITA DEL NOSTRO PAESE

1. Coesione e sicurezza sociale: precondizioni alla base di qualsiasi sviluppo. La crisi del sistema politico italiano è ormai evidente. Urge mettere in atto nuove forme di partecipazione democratica ed esperienze di cittadinanza attiva, in grado di ridurre la distanza tra i cittadini e le istituzioni e ridare nuova dignità e rappresentatività alla politica. Occorre quindi un nuovo patto di cittadinanza che costruisca Capitale sociale e Capitale istituzionale, di cui le formazioni sociali del terzo settore italiano rappresentano un solido esempio.

Accanto a questo, e di fronte al crescere di incertezza ed insicurezza sociale, il Forum del Terzo Settore chiede un maggiore investimento nelle politiche di welfare che diano slancio alla crescita del nostro Paese e che rimettano al centro le persone, i diritti, la giustizia sociale.

2. Sviluppo. Il terzo settore ha in sé le capacità per contribuire alla crescita economica e garantire un modello di sviluppo equo, sostenibile, fondato sul principio della sussidiarietà, della solidarietà, sulla crescita qualitativa piuttosto che quantitativa, ancorato ai territori, fondato sulla responsabilità diffusa di istituzioni, imprese e cittadini. Perché questo accada è però necessario un investimento nei “beni comuni”. Occorre quindi rimettere al centro la persona e le famiglie, l’educazione e l’economia reale, e promuovere economia civile secondo tre linee direttrici: un forte ancoramento europeista; il rilancio di  un modello di sviluppo sociale fondato sull’educazione e sulla cultura; un nuovo modello di sviluppo economico sostenibile ed ecologico.

3. Equità. In questi ultimi 10 anni il 10% più ricco della popolazione (circa 6 mln di persone) è arrivato a detenere circa il 46% della ricchezza del Paese (stimata in oltre 8.000 mld di €) evidenziando un aumento di oltre il 3%. Significa che quasi 250 mld di € sono passati dai più poveri ai più ricchi. Una distribuzione della ricchezza così diseguale che deprimere ancora di più le possibilità di sviluppo del Paese. E’ necessaria una riforma fiscale che riveda la distribuzione della spesa e della ricchezza; riduca il carico fiscale sulle famiglie; renda più efficace la lotta all’evasione e all’elusione fiscale; semplifichi e riqualifichi l’azione della Pubblica Amministrazione; riveda la collocazione delle spese in bilancio a partire da una riduzione delle spese militari e dell’acquisto di armamenti.

4. Legislazione per il terzo settore. Il contributo che il terzo settore sa garantire non può tuttavia prescindere dal riconoscimento del welfare come una delle grandi finalità dello Stato, e non come un costo da tagliare nei tempi di crisi. Questo è possibile a partire da alcuni obiettivi fondamentali e imprescindibili: la stabilizzazione del 5 per mille; il mantenimento dell’IVA per i servizi resi dalle cooperative sociali al 4%; la revisione dell’imposizione IMU per gli enti non commerciali; l’armonizzazione delle leggi nazionali e regionali sul Terzo Settore; l’istituzione di un organismo indipendente per il controllo e la promozione del Terzo Settore; la tutela della natura dell’impresa sociale; l’aggiornamento del Libro I del Codice Civile sul Terzo Settore; la puntualità nei pagamenti da parte della PA; la revisione e semplificazione della legislazione premiale per il non profit.

 

Il mondo del terzo settore può svolgere un ruolo importante nella ricostruzione economica, civile e morale del Paese. Grazie alla sua vocazione civica e solidaristica, alla capacità di coinvolgere le persone, di costruire legami sociali, leggere i bisogni e costruire risposte concrete attraverso l’autorganizzazione delle persone, grazie al forte radicamento sociale, nei territori e nelle comunità, dove si manifestano sempre più le contraddizioni della crisi, ma anche dove si possono sperimentare modelli alternativi, il terzo settore rappresenta cemento della società e una ricchezza al servizio del Paese.

“Continueremo a vigilare sulle politiche – prosegue il Portavoce –, come abbiamo sinora fatto, affinché alcuni principi per noi basilari quali la giustizia sociale, la sussidiarietà, il benessere dei cittadini, l’equità e lo sviluppo vengano garantiti e rispettati. Il Forum Nazionale del Terzo Settore, quale parte sociale riconosciuta, vuole  poter giocare un ruolo determinante e chiede di avere una maggiore interlocuzione nei processi di definizione delle politiche e della loro effettiva implementazione.”

“Siamo pronti a fare la nostra parte – conclude Barbieri – e dialogare con il futuro Parlamento e il futuro Governo su programmi orientati alla crescita economica sostenibile, che generino coesione, inclusione e opportunità di sviluppo per il nostro Paese.”

 

IN ALLEGATO LA VERSIONE INTEGRALE DEL DOCUMENTO

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Anna Monterubbianesi
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