Fondi dall’UE per i ‘Servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti’

 

Fonte: http://www.nonprofitonline.it/default.asp?id=466&id_n=5081

Primo riparto finanziario: 250 milioni di euro sono destinati ai comuni delle regioni dell’Obiettivo Convergenza dell’Unione Europea: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Saranno disponibili fino al 2015 ulteriori 480 milioni.


E’partita il 22 marzo la prima fase di attuazione del Programma Nazionale‘Servizi di cura all’infanzia e agli anziani non autosufficienti’con il piano di riparto dei fondi.
Il programma che è parte integrante del Piano d’Azione per la Coesione (PAC) e che è finanziato con fondi dell’Unione Europea – per un totale di 730 milioni di euro – ha l’obiettivo di favorire la coesione e ridurre le disparità esistenti tra i vari territori.
È rivolto ai comuni delle regioni dell’Obiettivo Convergenza: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. In questo modo, gli enti interessati potranno contare su risorse aggiuntive da destinare all’erogazione di servizi di cura potenziando l’offerta e favorendo l’attuazione di iniziative e progetti che rispondano in modo concreto ai bisogni reali dei singoli territori.

Il primo riparto prevede l’impegno di 120 dei 400 milioni di euro destinati ai servizi per l’infanzia e di 130 dei 330 milioni di euro destinati ai servizi per gli anziani non autosufficienti. Le risorse sono distribuite tra le quattro regioni applicando la formula di riparto già utilizzata per i Fondi Strutturali Europei. I comuni, beneficiari finali dell’iniziativa, potranno accedere alle risorse presentando entro 6 mesi i progetti che saranno valutati secondo priorità stabilite nei differenti piani regionali.

Di durata triennale (2013 – 2015), il programma è di competenza del Ministro per la Coesione Territoriale, l’effettiva attuazione, invece, d’intesa con il ministro dell’Interno, è stata affidata ad una Autorità di Gestione (AdG) incardinata presso il ministero dell’Interno.
Tutte le informazioni disponibili, gli approfondimenti, i piani di riparto finanziari ed i contatti utili sono disponibili da oggi in una sezione dedicata del sito del ministero.

Il Programma nazionale
Ha una durata triennale, dal 2013 al 2015.
La sua attuazione è stata affidata al Ministero dell’Interno, individuato quale autorità di gestione responsabile. 
Le risorse stanziate sono destinate alle 4 regioni ricomprese nell’obiettivo europeo “Convergenza”: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

La strategia che contraddistingue il programma è quella di mettere in campo un intervento aggiuntivo rispetto alle risorse già disponibili.
Di conseguenza, i beneficiari naturali del programma sono i comuni, perché soggetti responsabili dell’erogazione dei servizi di cura sul territorio. 
Essi potranno avere accesso alle risorse una volta soddisfatti i requisiti organizzativi e progettuali richiesti dai piani territoriali di riparto.

L’obiettivo posto è quello di potenziare nei territori ricompresi nelle 4 regioni l’offerta dei servizi all’infanzia (0-3 anni) e gli anziani non autosufficienti (over 65), riducendo l’attuale divario offerta rispetto al resto del Paese.
La dotazione finanziaria è di 730 milioni, di cui 400 per i servizi di cura all’infanzia e 330 agli anziani non autosufficienti.
Le risorse saranno ripartite secondo piani regionali di intervento. 
Con questa scelta si vuole favorire la presentazione e l’attuazione di progetti differenziati in relazione alle diverse normative regionali e alle diverse realtà territoriali.

I risultati attesi per i due ambiti di intervento sono i seguenti:
1) servizi all’infanzia:
a) aumento strutturale dell’offerta di servizi (asili nido pubblici o convenzionati; servizi integrativi e innovativi);
b) estensione della copertura territoriale e sostegno alla gestione delle strutture;
c) sostegno alla domanda e accelerazione dell’entrata in funzione delle nuove strutture;
d) miglioramento della qualità e della gestione dei servizi socio educativi.
2) servizi agli anziani non autosufficienti:
a) aumento del numero di anziani in assistenza domiciliare; 
b) aumento e qualificazione dell’offerta di servizi residenziali e semiresidenziali;
c) miglioramento delle competenze di manager, operatori professionali e assistenti familiari; 
d) sperimentazione di protocolli innovativi di presa in carico personalizzata dell’anziano socialmente “fragile”.

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