FTS Territoriale Parma – L’allarme dei senza cibo: sono ben 8.500 persone

Allarme povertà a Parma. Comune, Provincia,  Fondazione Cariparma e associazioni unite per programmare interventi urgenti. A settembre parte il grande progetto di distribuzione alimentare. Di pari passo verrà realizzata anche una banca dati


Fonte: La Repubblica.it. Articolo di Alessandro Trentadue

 

Ogni tre giorni passa un autotreno che distribuisce un pasto a chi non se lo può permettere. Sono 2.500 le famiglie in estrema povertà a Parma e provincia. Circa 8.500 persone, molte delle quali fanno parte dei 14mila disoccupati sul nostro territorio. Si contano 300-400 pasti di soccorso al giorno, che si moltiplicano fino a 500mila al mese.

È il fotofinish momentaneo dell’allarme povertà nel Parmense, verso la quale una squadra di enti pubblici locali insieme principali soggetti di solidarietà sociale mette in campo azioni da mesi: Comune e Provincia di Parma, Fondazione Caritas Sant’Ilario, Forum Solidarietà, Consorzio Solidarietà Sociale, Forum Provinciale del Terzo Settore di Parma e Fondazione Cariparma. Mercoledì mattina, a Palazzo Bossi Bocchi, sede di Cariparma, hanno rinnovato l’accordo anti-crisi per far fronte al quadro urgente.

Il prossimo passo sarà a settembre, quando si partirà col progetto studiato da tempo di un deposito comune degli alimenti, dove raccogliere le derrate da ridistribuire poi a chi ha bisogno. Il centro di raccolta si servirà di un capannone a Fontevivo, dove arriveranno i prodotti donati delle aziende del Parmense. La distribuzione è affidata a quattro soggetti: la Caritas di Parma e Fidenza, ed Emporio di Parma e Borgotaro.

“Chiederemo uno sforzo doppio alla comunità – spiega Fabio Fabbro, presidente di Forum Solidarietà – l’obiettivo è quello di sfamare tutte le persone in emergenza: oggi copriamo circa la metà. Sempre se le cifre non aumentano in questi mesi, non è possibile prevederlo. Bisogna fare del territorio un luogo di speranza – continua – chi riceve un dono è pronto poi a donare a sua volta”. A razionalizzare le esigenze delle famiglie più bisognose, pari passo all’avvio della piattaforma alimentare, verrà inaugurato un data base dove incrociare i dati delle persone che chiedono da mangiare: il numero dei componenti del nucleo famigliare, gli alimenti più richiesti, la registrazione dei ritiri.


“C’è bisogno del sostegno allargato di tutta la città per una ripresa, e per garantire condizioni migliori alle famiglie e ai giovani”, ha dichiarato Carlo Gabbi, presidente di Fondazione Cariparma, introducendo l’incontro. Dal Comune di Parma, rappresentato dall’assessore al Welfare Laura Rossi, l’impegno a “fare rete come modello per il territorio”. Mentre l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani ha rinnovato uno “spirito di collaborazione perché nessuno resti solo”. Occorre però impegnarsi tutti, ognuno come può, per contribuire al progetto: “Da questa crisi non si è ancora imparato un cambiamento di stile di vita che deve coinvolgere tutta la città”, ha ricordato Cecilia Scaffardi di Caritas.

(19 giugno 2013)