Servizio civile, “25 milioni in più per far partire 18 mila volontari a settembre”

Al seminario promosso dal Forum nazionale del servizio civile “la Riforma del Servizio civile Nazionale” del 16 luglio (cfr. qui), l’onorevole Bonomo (Pd) annuncia di aver presentato gli emendamenti al Decreto sul pacchetto lavoro per riportare il prossimo bando nazionale di settembre sui numeri di quello precedente

Fonte: Redattore Sociale

16 luglio 2013

ROMA – “Grazie al supporto dei colleghi del Senato, abbiamo presentato degli emendamenti al Decreto sul pacchetto lavoro per aumentare di 25milioni lo stanziamento del fondo del servizio civile. In questo modo speriamo di riportare già il prossimo bando nazionale di settembre sui numeri di quello precedente, ossia 18mila volontari”. L’annuncio è arrivato oggi dall’on. Francesca Bonomo del Pd, presente con alcuni suoi colleghi di partito tra cui l’on. Giulia Narduolo, al Seminario sulla riforma del servizio civile promosso a Roma dal Forum nazionale del servizio civile.

“L’idea di organizzare questo seminario – ha spiegato Enrico Maria Borrelli, presidente del Forum SC – nasce dalla volontà, e dalla necessità, di riprendere a ragionare in maniera strutturata di una riforma del servizio civile che si attende da troppo tempo”. L’iniziativa – che si è svolta presso la Sala Mercede della Camera dei Deputati – , è stata così un momento di incontro e confronto tra i parlamentari sensibili al tema, oltre agli esponenti del PD erano infatti presenti anche i deputati di Sel Giulio Marcon eIleana Piazzoni, e vari soggetti istituzionali (Anci, Isfol, Forum nazionale dei Giovani, Forum del Terzo Settore) e del servizio civile, tra cui molti rappresentanti di enti, della Cnesc e dei giovani volontari. Tutti soggetti quest’ultimi riuniti da tempo all’interno dell’’Alleanza per il futuro del servizio civile’, “senza l’azione della quale – ha ricordato il Presidente del Forum del Terzo Settore Pietro Barbieri – “oggi non ci sarebbe più il servizio civile”.

Al centro della discussione “il tema di come riformare il servizio civile, preservandone le finalità costituzionali di difesa della Patria e al tempo stesso rendendolo più moderno, uscendo quindi dalle logiche di auto-tutela che lo hanno isolato dall’insieme delle politiche nazionali e riportarlo al centro di una programmazione che guardi al futuro e alle esigenze dei giovani, a partire dalla formazione e dall’occupabilità” ha spiegato ancora il Presidente del Forum del SC. E nel giorno in cui sono stati diffusi nuovi dati sulla disoccupazione giovanile in Italia, per Borrelli “il servizio civile, opportunamente collegato con le politiche europee sui temi dell’occupazione come il programma ‘youth guarantee’, potrebbe essere la miglior ‘garanzia giovani’ su cui lo Stato dovrebbe investire”.

“Uno dei compiti della “youth guarantee, ossia il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, è proprio quello di garantire un’esperienza formativa e lavorativa. E il servizio civile ha indubbiamente ha queste caratteristiche” – ha confermato in proposito Andrea Ranieri in rappresentanza dell’Isfol – e non investire proprio sul servizio civile oggi sarebbe una straordinaria contraddizione”.

Per Licio Palazzini, Presidente di Arci Servizio Civile, la rete che finora ha sostenuto il servizio civile deve essere preparata “sia alla riforma complessiva dell’istituto che a cambiamenti specifici, come ad esempio l’apertura ai giovani stranieri e la stabilizzazione del sistema, che non può prescindere da uno stanziamento annuo di almeno 150milioni di euro”.

“Noi giovani dell’AISeC – Associazione Italiana Servizio Civile – ha poi aggiunto la Presidente Fania Alemanno – siamo dell’idea che sulla riforma del servizio civile non sia necessario sovvertire tutto il sistema, ma cercare piuttosto di rafforzarlo, evitando questa dipendenza continua dai fondi”. “E’ importante ora battersi sul contingente minimo, con la richiesta di almeno 40mila avvii all’anno, e sulla definizione dello status di volontario”, ha infine concluso. (FSp)