LEGACOOPSOCIALI – NO AUMENTO IVA, 300 COOPERATORI SOCIALI A ROMA. GIOVANNINI: ALLARME LEGITTIMO E SENSATO

Fonte: Nelpaese.it

Giovedì, 19 Settembre 2013

Governo, Regioni e Anci concordano con l’Alleanza delle cooperative sociali sul no all’aumento Iva al 10%. A rischio ci sono 43mila posti di lavoro e 4,3 milioni di cittadini con 500mila utenti che vedrebbero cessare i servizi. Menetti: in gioco coesione sociale. Guerini: Creiamo occupazione al servizio della comunità con la parola chiave “solidarietà”. Il ministro Giovannini concorda con le richieste della cooperazione sociale: non sono solo sensate, legittime, ma che devono essere prese in considerazione guardando al futuro e non soltanto al presente. Infine Giuliano Poletti avvisa: questione Iva sarà fondamentale per nostro giudizio su legge di Stabilità.

 

No aumento Iva. A Roma lo chiedono oltre 300 cooperatori sociali riuniti dall’Alleanza delle cooperative nel palazzo dei gruppi parlamentari alla Camera. Davanti al ministro del lavoro Enrico Giovanni, ai rappresentanti di Conferenza delle Regioni e Anci il portavoce Giuseppe Guerini snocciola i dati dell’eventuale disastro sociale con la tassa al 10%. Governo ed enti locali non usano mezzi termini e appoggiano questa battaglia. Ma il presidente dell’Alleanza Giuliano Poletti avverte: vicenda Iva peserà su nostro giudizio a legge di Stabilità.

I numeri: rischio per 4 milioni di cittadini e 43mila lavoratori

L’impatto dell’aumento dell’Iva alle prestazioni rese dalle cooperative sociali avrà effetti devastanti per le famiglie, le stesse cooperative sociali e le istituzioni locali, senza alcun vantaggio reale per lo Stato”. L’allarme riguarda l’aumento dell’Iva sul welfare disposto dalla legge di Stabilità 2013 che potrebbe passare dal 4 al 10 per cento, incrementando, così “del 150 per cento l’Iva agli asili, alle case di riposo e alle Rsa, all’assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti, alle case famiglia, alle comunità per minori, ai centri diurni per disabili e altro
ancora”.  Necessario, per le cooperative, “abrogare i commi 488, 489 e 490 della legge di stabilità 2013 ripristinando così di fatto il regime precedente all’entrata in vigore della legge n. 228 del 24 dicembre 2012”. Commi che altrimenti potrebbero colpire oltre 4,3 milioni di cittadini che usufruiscono dei servizi delle cooperative che aderiscono all’Alleanza delle cooperative colpendo maggiormente il Nord Italia e che potrebbero causare perfino la cessazione dei servizi per 500 mila utenti. “Le fasce più colpite saranno i minori – spiegano le cooperative -: circa 2 milioni e 800 mila. La seconda categoria di utenti sono i non autosufficienti: oltre un milione di persone che vedrebbero ridotti i servizi di assistenza domiciliare e le prestazioni nelle Rsa”. Seguono i disabili psichici, fisici e sensoriali, circa 370 mila persone colpite dall’aumento, ma anche i pazienti psichiatrici (80 mila), i tossicodipendenti (60 mila) e gli alcolisti (10 mila). A questo si aggiungono i 43mila posti di lavoro a rischio mentre Tra i rischi legati all’aumento dell’Iva anche la riduzione di contribuzione fiscale di quei cittadini che in questo modo ridurranno i consumi e un ulteriore esborso pubblico determinato dai possibili licenziamenti. 

Le proposte

Nella sua lunga relazione il portavoce Giuseppe Guerini illustra cosa significa il mondo della cooperazione sociale: “Siamo fedeli alla nostra missione e vogliamo portare il nostro lavoro nel cuore delle istituzioni democratiche. Sono attività che realizziamo ogni giorno per sostenere le persone più fragili e più esposte. Stamattina applichiamo il nostro metodo di ascolto che ci dà il coraggio di affermare: il primo compito è rigenerare l’Italia con il nsotro stile e il nostro fare impresa. Solidarietà e promuovere impresa in relazione con le persone. Si tratta di grandi rischi perché mettono in gioco la nostra umanità per un progetto rivolto a tante persone che hanno investito nelle cooperative sociali italiane”.

Poi aggiunge: “In dieci le coop sociali sono aumentate del 98% e continuano a nascere nuove. Dal punto di vista occupazione è emblematico l’aumento degli occupati: 350mila oltre ai 40mila volontari. Nonostante la crisi abbiamo garantito i posti di lavoro. Le cooperative sociali sono un grande cantiere di innovazione: il 37% ha sviluppato nuovi servizi e il 60% ha ideato misure che migliorano organizzazione interna. Una ricerca descrive l’Italia come un paese con poca propensione all’innovazione sociale: non hanno guardato al lavoro della cooperazione sociale. Dobbiamo comunicare meglio quello che stiamo facendo”.

Infine lo sguardo verso il futuro: “Il sistema di welfare va ripensato verso nuovi bisogni. Noi cerchiamo di dare risposte a queste domande: non solo persone ma anche interi territori svantaggiati. Creiamo occupazione al servizio della comunità con una parola chiave: solidarietà. Una società più giusta ed equa permetta lo sviluppo e il welfare rappresenta un volano per il Paese. Il mercato è libero realmente solo se possono partecipare tutti i soggetti e con pari dignità”.

Prima di Guerini anche la presidente di Legacoopsociali Paola Menetti aveva anticipato le questioni discusse in tutti gli interventi: “in gioco c’è la coesione sociale e lo sviluppo del Paese”.

Giovannini e gli enti locali

Per Regioni e Comuni, con Lorena Rambaudi e Piero Fassino, non c’è alcuna esitazione: l’aumento Iva va fermato. Secondo il presidente Anci senza la cooperazione sociale e il terzo settore “si fermerebbero il 50% delle attività dei Comuni”. A dare man forte al possibile aumento Iva è stato anche il ministro del Lavoro Enrico Giovannini: “Le richieste sul tema dell’Iva avanzate oggi, per quel che mi riguarda, non sono solo sensate, legittime, ma che devono essere prese in considerazione guardando al futuro e non soltanto al presente”. Secondo il ministro, il messaggio lanciato oggi dalle cooperative “rafforza il messaggio che ho cercato di inviare dal primo giorno da ministro e cioè la coesione sociale è a rischio e tutti devono contribuire. Quando parliamo di sostenibilità pensiamo subito all’ambiente, alla finanza, in oltre dieci anni di ricerche su questo tema abbiamo sempre avuto difficoltà a misurare e a capire cos’è la sostenibilità sociale e la ragione è semplice: gli economisti e gli ecologisti sono riusciti sviluppare teorie e modelli che ci dicono che oltre ad una certa soglia il sistema esplode, ma il fatto che non abbiamo una teoria non vuol dire che non esistono i punti di rottura”. Per Giovannini, il rischio è reale e l’allarme lanciato oggi deve “essere preso molto seriamente”.

Poletti

“La vicenda Iva determinerà il giudizio generale dell’Alleanza delle cooperative italiane sulla legge di Stabilità”. Così il presidente Aci Giuliano Poletti che avverte Governo, enti locali e parlamentari: “oggi tutti dalla nostra parte ma vedremo se arrivano i risultati concreti”. Poi Poletti offre uno sguardo sullo scenario del Paese: “Oggi quando discutiamo sulla cooperazione sociale iniziamo a sentire parlare di comunità mentre fino a pochi mesi l’egoismo era una virtù. Oggi biosgna avere la forza di dire le cose che stiamo dicendo. Ci sono dati concreti: il tema dell’Iva non è vantaggio competitivo di un’impresa. Il tema è come si realizza coesione nella società. Bisonga combattere contro le disuguaglianze e il problema è anche l’Europa. Se qualcuno si vuole affidare alla nostra ragionevolezza rispondiamo che è da irragionevoli non distruibuire la ricchezza. Concordo con Giovannini: non siamo terzi a niente ma non perché critico il terzo settore, ma c’è problema culturale. Si è arrivati a pensare che i pilastri siano solo Stato e Mercato, mentre la società è terza. È un concetto inaccettabile”

Giuseppe Manzo, Direttore NelPaese.it