Unicef – oltre 4.150 i bambini siriani separati/non accompagnati che hanno attraversato le frontiere

Dichiarazioni di Marixie Mercado, Portavoce dell’UNICEF Ginevra

20 settembre 2013 – Oltre 4.150 bambini della Siria hanno oltrepassato il confine verso i paesi vicini senza genitori o parenti adulti. Questo dato riguarda soltanto i bambini che sono stati identificati e registrati. Il numero reale è chiaramente più alto.

·         In Libano è arrivato il più alto numero di bambini sparati/non accompagnati: 1.698. Nella zona della Valle della Bekaa alcuni bambini rifugiati arrivati negli ultimi tempi, sono stati trasferiti ed impiegati come lavoratori nell’agricoltura. 

·         La Giordania è il secondo paese con il più alto numero di bambini separati: 1.170 bambini, tra i quali anche alcuni di appena nove anni, la maggior parte dei quali sono al campo rifugiati di Za’atari.

·         In Iraq, secondo le stime dell’UNICEF, sono 300 i bambini non accompagnati/separati arrivati di recente nel nord. Molti di loro lavorano per dare un sostegno economico alle proprie famiglie.

·         Ognuno di questi bambini ha assistito, o è stato vittima, di livelli di violenza terribili. Separati dai propri parenti o da coloro che se ne sono presi cura, sono estremamente vulnerabili a sfruttamento e abusi.

·         Aya vive in uno squallido  insediamento di tende, in un frutteto di mandorle a Sawiri, proprio al confine con la Siria, vicino alla strada tra Damasco e Beirut. Ha 11 anni e si prende cura di suo fratello di 7 anni e della sorella di 4; sono tutti insieme ad uno zio. Ha iniziato a frequentare le attività ricreative supportate dall’UNICEF, e lo scorso giovedì, per la prima volta ha raccontato di aver visto suo padre esser fatto a pezzi davanti ai suoi occhi.

·         Ci sono molte ragioni per cui i bambini stanno lasciando la Siria da soli. Molti hanno perso le proprie famiglie nei combattimenti, e stanno scappando per salvare le proprie vite. Altri stanno lasciando la Siria per riunirsi con i membri delle proprie famiglie, che sono fuggiti prima. Altri sono stati mandati via dai propri genitori per paura che potessero essere arruolati in combattimenti. Molti stanno lasciando la Siria adesso o sono stati mandati via perché semplicemente non c’è lavoro a casa, e le loro famiglie sono in condizioni economiche difficili. Altri ancora stanno lasciando le proprie case perché solo così possono avere accesso a servizi di base come acqua, cibo e riparo.

·         L’UNICEF sta lavorando con i suoi partner per identificare i bambini separati e non accompagnati per garantire loro protezione, che comprende: alloggi sicuri  -fino a quando genitori e familiari non saranno rintracciati -; supporto medico, sostegno psicosociale e nell’istruzione.

 

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