Arci – Canali umanitari e titolo di soggiorno europeo per evitare altre tragedie nel Mediterraneo  

Altre trenta vittime. Questa volta morte per asfissia su un peschereccio  stipato al punto da impedire ad alcuni degli imbarcati di respirare. L’ennesima tragedia che si consuma  nel tratto di mare oggi diventato la rotta più pericolosa del mondo. Dall’inizio del 2014, con l’operazione Mare Nostrum in corso, sono circa cinquantamila i migranti giunti dalle coste del Nord Africa nell’Italia Meridionale e in particolare in Sicilia. Queste persone, che portano il peso di violenze subite sia nei luoghi da cui fuggono, sia durante il lungo viaggio per raggiungere l’Europa,  hanno diritto a  ricevere la protezione che le loro condizioni di vulnerabilità e sofferenza richiedono.

Purtroppo non è questo che succede. La risposta dell’Europa è stata la costituzione di Frontex, cioè di un sistema di controllo aereo-navale volto non ad assistere ma ad impedire l’arrivo delle imbarcazioni.  E il nostro governo ne chiede il rafforzamento, sensibile forse ai soliti attacchi scomposti della Lega, che vuole la chiusura dell’operazione Mare Nostrum.

L’Arci è invece convinta che, per evitare altre tragedie, la via sia quella di aprire canali di ingresso umanitari, affidandone la gestione alle organizzazioni delle Nazioni Unite che di questo si occupano (in primo luogo l’UNHCR) in tutto il mondo. Questo non solo garantirebbe la sicurezza dei profughi, ma impedirebbe ai mercanti di morte di continuare a fare affari sulla loro pelle.

L’altra misura che chiediamo venga presa subito è l’applicazione della direttiva europea sulla protezione temporanea in caso di afflusso straordinario di persone in cerca di protezione (Direttiva 2001/55/CE del 20 luglio 2011), rilasciando a coloro che arrivano dalle principali aree di crisi un titolo di soggiorno valido in tutta l’UE.

Adottare queste due proposte sarebbe il modo migliore per iniziare il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, dando cioè un segnale chiaro di come l’Europa, fedele ai principi della sua costituzione,  debba sempre più qualificarsi come Unione dei diritti e della solidarietà.

Roma, 30 giugno 2014
Ufficio Stampa Arci
Andreina Albano