CNCA – Canale di Sicilia, il governo italiano si attivi subito per ridefinire con l’Europa un sistema di soccorso adeguato

Lampedusa PortaDon Zappolini: “Bisogna scegliere tra vita umana e calcoli politici ed economici”

Roma, 12 febbraio 2015

“Il governo italiano si attivi subito per ridefinire con l’Unione Europea un sistema di soccorso adeguato a una situazione che, nel canale di Sicilia, perdura da molti anni”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). “La soppressione di Mare Nostrum, come avevamo previsto insieme a molti altri, non poteva non portare che a tragedie come quella appena avvenuta. Il modello Triton è insufficiente, sia per visione strategica sia per mezzi. Il governo non si limiti a scaricare la responsabilità di queste morti sulla situazione della Libia, ma si impegni per fare quello che è nella piena disponibilità del nostro paese e degli altri partner europei. Bisogna scegliere: o si mette la vita umana al primo posto – come chiedono di fare tante organizzazioni laiche ed ecclesiali ma anche lo stesso papa Francesco, più volte – oppure ci si barcamena tra calcoli politici ed economici.”

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Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
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