FTS Lombardia – Riforma sociosanitaria. Il Forum ribadisce: al centro il diritto alla presa in carico

A pochi giorni dall’avvio in Consiglio Regionale della discussione della Riforma del sistema sociosanitario lombardo, il Forum Terzo Settore Lombardia, ribadisce le sue proposte di modifica del testo attualmente in discussione, attraverso un documento che ne sintetizza i contenuti. Al centro il diritto alla presa in carico.

Per favorire una più agevole lettura delle osservazioni e delle proposte contenute nel documento del Forum regionale “Osservazioni all’emendamento al pdl 228 “Evoluzione del sistema sociosanitario” già trasmesso alla Terza Commissione del Consiglio della Regione Lombardia, è stata predisposta una sintesi delle principali richieste e alcune indicazioni per possibili subemendamenti su singoli articoli del maxiemendamento in esame. Questo lavoro vuole essere un utile contributo al processo decisionale in corso.

Osservazioni generali

La nostra richiesta di fondo mira al superamento dell’approccio basato sulle prestazioni in favore di un modello fondato sulla presa in carico delle persone nella loro globalità. La sostenibilità da perseguire, a nostro parere, è quella che coniuga efficienza con efficacia ossia la progettazione e la realizzazione di interventi capaci di sostenere il protagonismo e la qualità della vita delle persone e di favorire l’azione dei contesti familiari.

I punti principali meritevoli di attenzione riguardano:

  • Presa in carico.

Riteniamo importante che il progetto di legge contenga un articolo che affermi il diritto alla presa in carico dei cittadini (o perlomeno di quelli fragili) e definisca le modalità di attuazione e, al contempo, individui chi se ne assume la responsabilità.

  • Integrazione della programmazione sanitaria, sociosanitaria e sociale.

 Chiediamo che sia prevista una reale integrazione tra programmazione sanitaria e sociosanitaria con la programmazione sociale. A tal fine quindi si rende necessario che vi continui ad essere una perfetta coincidenza, almeno da un punto di vista geografico, degli ambiti della programmazione sociale con quelli di programmazione sociosanitaria.

  • Partecipazione degli Enti Locali e delle organizzazioni di Terzo settore.

Sarebbe auspicabile, che ogni livello di governance e di amministrazione preveda un forte coinvolgimento degli enti locali (premessa di un’integrazione reale con gli interventi sociali) e, in parallelo, organismi di consultazione delle realtà di terzo settore maggiormente attive e rappresentatival fine di garantire un flusso costante di informazioni e segnalazioni dal territorio.

  • Partecipazione alla spesa dei servizi.

Si richiede il monitoraggio del corretto utilizzo dello strumento Isee all’interno delle scelte volte agarantire equità, sostenibilità e efficacia agli interventi di politica sociale.

Osservazioni sui singoli articoli del maxiemendamento

Art. 2 Principi (in merito alla valorizzazione del terzo settore)

La lettera g) dell’articolo 1 richiama il ruolo del terzo settore con una formulazione a nostro parere troppo sintetica. Si propone quindi di mantenere la formulazione prevista all’art. 2 lettera e) del pdl 228 che recita “promozione del volontariato, del terzo settore e di tutti i soggetti socialmente attivi quali attori fondamentali per concorrere al completamento dell’offerta sociosanitaria”.

Art. 5 Funzioni della Regione

Comma 3: in riferimento alla previsione di regole annuali per i contratti con  gli erogatori segnaliamo che tale previsione temporale  è incongrua. Servono regole pluriennali per garantire la programmazione di medio periodo.

Comma 10: i componenti dell’Osservatorio sociosanitario sono tutte figure sanitarie. Sarebbe auspicabile l’inserimento di figure con competenze sociosanitarie e sociali.

Comma 11: si fa riferimento alla valorizzazione del Terzo settore ma non se ne indicano le modalità. A tal fine potrebbe essere utile prevedere un rafforzamento del ruolo ddl Tavolo del Terzo settore presso la Direzione Generale.

Art. 6 Agenzia di Tutela della Salute (ATS) art. 7 Aziende Sociosanitarie Territoriali (ASST) e Aziende Ospedaliere (AO)

Questa nuova suddivisione dei livelli di governance tra ATS e ASSTandrebbe meglio definita e descritta. Vi è presente un approccio ancora troppo prestazionistico e non basato, invece, sull’ efficacia rispetto alla qualità della vita dei cittadini. Troppa prevalenza del potere tecnico (ATS) rispetto all’organismo politico Conferenza dei Sindaci (da sentire).

Al comma 5 dell’art. 7 si istituisce la Cabina di regia per favorire l’interazione sociosanitaria e sociale: bisognerebbe prevedere una presenza paritaria tra Comuni ASST e la presenza del Terzo settore.

Art. 9 Cure primarie

Comma 11: le regole per l’accreditamento delle UCCP dovrebbero essere stabilite dal Consiglio regionale e non dalla sola Giunta.

Art. 10 Agenzia di controllo

Ne andrebbero rafforzate le funzioni valutative sull’efficacia del funzionamento sociosanitario e l’indipendenza dall’Esecutivo. Sarebbe auspicabile la nomina del direttore da parte del Consiglio regionale.

Art. 14 Agenzia per la promozione del sistema sanitario e sociosanitario

Non se ne comprende la ratio e la necessità. Sono funzioni che, se ritenute necessarie, potrebbero essere eventualmente svolte da un ufficio regionale.

Art. 22 Conferenza dei Sindaci

Si richiede di precisare meglio i poteri, la composizione e i meccanismi di funzionamento di questo organismo e di prevedere che la consultazione, sia delle Amministrazioni locali che del Terzo Settore, sia vincolante.

Art. 29 Unità di offerta sociosanitaria

L’ individuazione delle unità di offerta sociosanitaria deve coinvolgere Gli Enti locali e il Terzo Settore. I criteri di riordino della rete sociosanitaria devono essere appannaggio non della sola Giunta ma anche del Consiglio regionale (si tratta della visione culturale e politica del welfare).

Al comma 5 si prevede la presa in carico come modalità di offerta sociosanitaria con pari dignità con altre offerte oggi più diffuse. Va rafforzata nel testo definitivo l’esigibilità del diritto alla presa in carico e va chiarito chi ne porta la responsabilità.

Per favorire una più agevole lettura delle osservazioni e delle proposte contenute nel nostro documento “Osservazioni all’emendamento al pdl 228 “Evoluzione del sistema sociosanitario” già trasmesso alla Terza Commissione del Consiglio della Regione Lombardia, abbiamo predisposto una sintesi delle principali richieste e alcune indicazioni per possibili subemendamenti su singoli articoli del maxiemendamento in esame. Ci auguriamo che questo lavoro possa essere un utile contributo al processo decisionale in corso.

Osservazioni generali

La nostra richiesta di fondo mira al superamento dell’approccio basato sulle prestazioni in favore di un modello fondato sulla presa in carico delle persone nella loro globalità. La sostenibilità da perseguire, a nostro parere, è quella che coniuga efficienza con efficacia ossia la progettazione e la realizzazione di interventi capaci di sostenere il protagonismo e la qualità della vita delle persone e di favorire l’azione dei contesti familiari.

 

I punti principali che segnaliamo come meritevoli di attenzione riguardano:

  • Presa in carico.

Riteniamo importante che il progetto di legge contenga un articolo che affermi il diritto alla presa in carico dei cittadini (o perlomeno di quelli fragili) e definisca le modalità di attuazione e, al contempo, individui chi se ne assume la responsabilità.

  • Integrazione della programmazione sanitaria, sociosanitaria e sociale.

 Chiediamo che sia prevista una reale integrazione tra programmazione sanitaria e sociosanitaria con la programmazione sociale. A tal fine quindi si rende necessario che vi continui ad essere una perfetta coincidenza, almeno da un punto di vista geografico, degli ambiti della programmazione sociale con quelli di programmazione sociosanitaria.

  • Partecipazione degli Enti Locali e delle organizzazioni di Terzo settore.

Sarebbe auspicabile, che ogni livello di governance e di amministrazione preveda un forte coinvolgimento degli enti locali (premessa di un’integrazione reale con gli interventi sociali) e, in parallelo, organismi di consultazione delle realtà di terzo settore maggiormente attive e rappresentatival fine di garantire un flusso costante di informazioni e segnalazioni dal territorio.

  • Partecipazione alla spesa dei servizi.

Si richiede il monitoraggio del corretto utilizzo dello strumento Isee all’interno delle scelte volte agarantire equità, sostenibilità e efficacia agli interventi di politica sociale.

 

Osservazioni sui singoli articoli del maxiemendamento

Art. 2 Principi (in merito alla valorizzazione del terzo settore)

La lettera g) dell’articolo 1 richiama il ruolo del terzo settore con una formulazione a nostro parere troppo sintetica. Si propone quindi di mantenere la formulazione prevista all’art. 2 lettera e) del pdl 228 che recita “promozione del volontariato, del terzo settore e di tutti i soggetti socialmente attivi quali attori fondamentali per concorrere al completamento dell’offerta sociosanitaria”.

Art. 5 Funzioni della Regione

Comma 3: in riferimento alla previsione di regole annuali per i contratti con  gli erogatori segnaliamo che tale previsione temporale  è incongrua. Servono regole pluriennali per garantire la programmazione di medio periodo.

Comma 10: i componenti dell’Osservatorio sociosanitario sono tutte figure sanitarie. Sarebbe auspicabile l’inserimento di figure con competenze sociosanitarie e sociali.

Comma 11: si fa riferimento alla valorizzazione del Terzo settore ma non se ne indicano le modalità. A tal fine potrebbe essere utile prevedere un rafforzamento del ruolo ddl Tavolo del Terzo settore presso la Direzione Generale.

Art. 6 Agenzia di Tutela della Salute (ATS) art. 7 Aziende Sociosanitarie Territoriali (ASST) e Aziende Ospedaliere (AO)

Questa nuova suddivisione dei livelli di governance tra ATS e ASSTandrebbe meglio definita e descritta. Vi è presente un approccio ancora troppo prestazionistico e non basato, invece, sull’ efficacia rispetto alla qualità della vita dei cittadini. Troppa prevalenza del potere tecnico (ATS) rispetto all’organismo politico Conferenza dei Sindaci (da sentire).

Al comma 5 dell’art. 7 si istituisce la Cabina di regia per favorire l’interazione sociosanitaria e sociale: bisognerebbe prevedere una presenza paritaria tra Comuni ASST e la presenza del Terzo settore.

Art. 9 Cure primarie

Comma 11: le regole per l’accreditamento delle UCCP dovrebbero essere stabilite dal Consiglio regionale e non dalla sola Giunta.

Art. 10 Agenzia di controllo

Ne andrebbero rafforzate le funzioni valutative sull’efficacia del funzionamento sociosanitario e l’indipendenza dall’Esecutivo. Sarebbe auspicabile la nomina del direttore da parte del Consiglio regionale.

Art. 14 Agenzia per la promozione del sistema sanitario e sociosanitario

Non se ne comprende la ratio e la necessità. Sono funzioni che, se ritenute necessarie, potrebbero essere eventualmente svolte da un ufficio regionale.

Art. 22 Conferenza dei Sindaci

Si richiede di precisare meglio i poteri, la composizione e i meccanismi di funzionamento di questo organismo e di prevedere che la consultazione, sia delle Amministrazioni locali che del Terzo Settore, sia vincolante.

Art. 29 Unità di offerta sociosanitaria

L’ individuazione delle unità di offerta sociosanitaria deve coinvolgere Gli Enti locali e il Terzo Settore. I criteri di riordino della rete sociosanitaria devono essere appannaggio non della sola Giunta ma anche del Consiglio regionale (si tratta della visione culturale e politica del welfare).

Al comma 5 si prevede la presa in carico come modalità di offerta sociosanitaria con pari dignità con altre offerte oggi più diffuse. Va rafforzata nel testo definitivo l’esigibilità del diritto alla presa in carico e va chiarito chi ne porta la responsabilità.

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