Focsiv – 3 ottobre: la memoria della tragedia dei migranti a Lampedusa, nel Pellegrinaggio dei Popoli

3 ottobre: la memoria della tragedia dei migranti a Lampedusa, nel pellegrinaggio dei popoli per la Cura del pianeta e delle persone più deboli e vulnerabili

A due anni dalla tragedia di Lampedusa, ricordiamo la scomparsa di centinaia di migranti: uomini, donne e bambini che cercavano sulle nostre coste un approdo sicuro per una vita migliore.

Per non dimenticare e per non dare luogo ad a eventi retorici, FOCSIV, assieme tutti gli organismi soci, è impegnata a denunciare ripetutamente l’irresponsabilità delle politiche migratorie europee, schiacciate su un approccio di sicurezza che si oppone a persone deboli e vulnerabili e che costruisce nuovi muri. Politiche ostaggio di percezioni culturali che si fondano su una malintesa difesa delle nostre società da “invasioni” o, peggio, espressione di ideologie manifestamente razziste. E dall’altro siamo impegnati concretamente nella mobilitazione e in progetti reali per l’accoglienza e lo sviluppo delle comunità locali.

Il Pellegrinaggio dei Popoli “Una terra. Una famiglia umana. In cammino verso Parigi”, in corso in Italia e che ci porterà in Francia, in occasione della COP21 (Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima), evidenzia il crescente nesso tra effetti del cambiamento climatico causati dall’uomo, crisi e crescente insicurezza sociale ed economica, profughi e migranti, cosiddetti, economici ed ambientali.

L’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco sottolinea questo nesso (paragrafo 25: “ […]È tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa”) e la mancanza di qualsiasi tutela normativa per i più deboli e invita le persone a cambiare stili di vita, a una rivoluzione culturale (paragrafo 114), e a fare pressione affinché si trasformi un sistema economico perverso (paragrafo 52: “Il debito estero dei Paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, ma non accade la stessa cosa con il debito ecologico. In diversi modi, i popoli in via di sviluppo, dove si trovano le riserve più importanti della biosfera, continuano ad alimentare lo sviluppo dei Paesi più ricchi a prezzo del loro presente e del loro futuro[…] Bisogna rafforzare la consapevolezza che siamo una sola famiglia umana. Non ci sono frontiere e barriere politiche o sociali che ci permettano di isolarci, e per ciò stesso non c’è nemmeno spazio per la globalizzazione dell’indifferenza”), fondato sul relativismo e sull’individualismo, causa principale della crisi ambientale e sociale che stiamo vivendo.

Il Pellegrinaggio “Una Terra. Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi” ricorda oggi la tragedia di Lampedusa come manifestazione di questa crisi, a cui tutti dobbiamo opporci per cambiare radicalmente. Unisciti a noi nel ricordo e nell’azione per la cura della casa comune.

 

 

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