CNCA – No all’intervento militare in Libia  

Palmaria_bengasi_1903_0612_b1Don Zappolini: “Tutte le missioni militari che dovevano portare la pace hanno provocato solo guerre, morti di civili, ondate di profughi e rafforzato il terrorismo”

Roma, 11 marzo 2016

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) si unisce alle tante organizzazioni della società civile che, in questi giorni, stanno prendendo posizione contro un intervento militare dell’Italia in Libia.

“Sentiamo parlare di un possibile intervento militare che – questa volta – dovrebbe riportare l’ordine in Libia,” dichiara don Armando Zappolini, presidente del CNCA. “Eppure di missioni militari che avrebbero dovuto produrre pace e democrazia ne abbiamo viste parecchie in questi anni. Tutte si sono rivelate un tragico fallimento, causando solo nuovi conflitti, un altissimo numero di morti tra i civili, ondate di profughi in cerca di salvezza, e rafforzando, per di più, il terrorismo e il fondamentalismo. Per questo chiediamo a governo e parlamento di continuare a cercare in Libia una soluzione per via diplomatica e politica, in accordo con quanto prescritto dalla nostra Costituzione, per arrivare a costituire un governo libico unitario, valorizzando la partecipazione della società civile locale.”

“E diciamo no anche ai nuovi muri che l’Europa sta alzando per fermare i migranti,” continua don Zappolini, “molti dei quali in fuga dai conflitti che abbiamo contribuito a generare. Si chiudono le frontiere e si alza il filo spinato mettendo a rischio la stessa costruzione dell’Unione. Siamo preoccupati anche per il ruolo che si sta attribuendo alla Turchia nella gestione dei flussi migratori, un paese che non garantisce il rispetto dei diritti umani. Possibile che un continente di 500 milioni di persone non possa accogliere alcune centinaia di migliaia di profughi?”

Info:

Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
tel. 06 44230395/44230403
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