Buone Notizie – Corriere – Terzo settore, 40mila associazioni pronte a cambiare statuto, 19 luglio 2019

Estate impegnativa per decine di migliaia di organizzazioni, onlus e associazioni di promozione sociale, che hanno in programma l’adeguamento del proprio ordinamento

di Redazione Buone Notizie

Estate turbolenta per migliaia di organizzazioni di volontariato. Sono almeno 40mila quelle che hanno in programma la modifica degli statuti come previsto dalla Riforma del Terzo settore. La scadenza era prevista per il 3 agosto ed è stata recentemente posticipata al 30 giugno 2020 ma la macchina organizzativa di molte associazioni era già partita e proprio in questi giorni sono tantissimi gli incontri, le riunioni e le assemblee per arrivare all’adeguamento dello statuto.

«Il cambiamento riguarda nell’immediato le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, che sono chiamate ad adeguare il proprio statuto agli articoli 35 e 37 del codice unico che definiscono la nuova identità giuridica delle Odv e delle Aps» ha spiegato Luca Degani, componente del Tavolo tecnico legislativo del Forum del Terzo settore. Nello specifico, «la cosa più importante che devono fare è scegliere quali tra le 26 attività d’interesse generale corrisponde nel dettaglio alla propria attività istituzionale, in sostanza devono rivelare la propria profonda identità potendo comunque scegliere più di una tra le possibili attività». Diverso il tema delle onlus che, non essendo previste nella medesima identità giuridica, necessitano di un più attento approfondimento nello scegliere in quale delle possibili sezioni del registro unico andare ad iscriversi.

Un adeguamento burocratico non così semplice: «Le associazioni dovranno coinvolgere i soci in questo percorso e poi convocare le assemblee – ha spiegato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Terzo settore – Tutto questo con tempi che possono anche essere lunghi per le associazioni articolate in più livelli organizzativi. E’ un adempimento obbligatorio che non prevede costi». Novità importante che le organizzazioni dovranno definire è anche la modalità di concreta realizzazione delle proprie attività, ovvero se tali attività sono svolte con la prevalenza di volontari, se siano rivolte in prevalenza ad associati oppure no, quali tipologie di entrate sono necessarie per la loro realizzazione.

Ma le questioni più urgenti restano l’avvio del registro e l’autorizzazione da parte dell’Unione Europea in merito alle nuove regole fiscali. Ma su questo siamo in ritardo: «Il Governo deve far partire al più presto la richiesta di autorizzazione sul dispositivo fiscale» ha detto Fiaschi che poi ha concluso: “E’ indispensabile che al momento dell’entrata in efficacia del registro possano contestualmente essere operative anche le disposizioni fiscali”.

19 luglio 2019 –

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