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Il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge per il riconoscimento e la tutela del caregiver familiare

cura colf

FISH – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le Disabilità di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha approvato in data odierna il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di riconoscimento e tutela del caregiver familiare”. Le nuove norme consistono in un pacchetto di interventi strutturali che ne prevedono il riconoscimento giuridico, tutele previdenziali e lavorative e sostegno economico.

“Per la prima volta nel nostro Paese, il tema del caregiver familiare viene affrontato in modo organico, superando una lunga fase caratterizzata da annunci e iniziative prive di risposte strutturali”, dichiara il presidente della FISH Vincenzo Falabella. Si tratta, infatti, di una questione di grande rilevanza sociale, che riguarda direttamente la tenuta del nostro sistema di welfare e la qualità della vita di milioni di cittadini, che si trovano a sostenere un impegno costante, gravoso e altamente complesso, senza adeguate tutele, riconoscimenti o sostegni.

Il disegno di legge passerà ora all’esame delle Camere per il completamento dell’iter legislativo. L’auspicio della Federazione è che il Parlamento sappia cogliere pienamente questa occasione, lavorando per approvare una normativa giusta, inclusiva e realmente efficace, capace di incidere positivamente sulla vita delle famiglie e di riconoscere il valore sociale, umano e civile della cura.

La FISH ribadisce la propria disponibilità al confronto con le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti, affinché il percorso legislativo porti a un risultato all’altezza delle aspettative e dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

 


ANFFAS – Speziale: «Previdenza e risorse, auspichiamo migliorie nell’iter parlamentare»

«Ottima la notizia che il Consiglio dei Ministri abbia approvato la proposta di legge sul riconoscimento e sostegno alla figura del caregiver familiare. Questo, unitamente al fatto che in legge di bilancio è stato appostato una prima dotazione da ben sperare che, finalmente, questa importante legge possa vedere la luce», afferma Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas.

«Allo stesso tempo l’auspicio è che nel corso dell’iter parlamentare si possa registrare una conferenza trasversale, apportando migliorie. Rimane infatti da definire tutto l’aspetto previdenziale che è imprescindibile per dare risposte anche a questo fondamentale aspetto. Anche le soglie attualmente previste, a mio avviso andrebbero meglio precisate. Rimane infine il tema di implementare, nelle successive annualità le risorse che, se dovessero rimanere quelle attuali, non consentirebbero di dare risposte adeguate ad una più ampia platea di beneficiari rispetto a quelli oggi ipotizzati, anche dal punto di vista economico».

Per approfondimenti:

 


AUSERApprovazione Disegno di legge caregiver “un passo in avanti, ma non risponde ai bisogni di chi assiste un famigliare non autosufficiente”

Il disegno di legge sui caregiver approvato dal Governo, pur rappresentando un passo in avanti, non risponde ai bisogni di diritti e tutele di 7 milioni di persone, in netta maggioranza donne, che assistono famigliari disabili e non autosufficienti.
Prevedere un contributo di 400 euro mensili – che peraltro partirà dal 2027 e potrà riceverlo solo chi assiste il parente per almeno 91 ore settimanali con   l’Isee che non deve superare i 15 mila euro e con un reddito massimo di 3 mila euro l’anno – significa restringere la platea dei beneficiari a 52 mila persone. Infatti lo stanziamento per il 2027 di 257 milioni copre solo quella platea. Si colpiscono in particolare le donne che si vedranno negato anche quel misero contributo se hanno una casa o un risparmio. Non si garantisce nemmeno la copertura dei contributi previdenziali.  Molto spesso i caregiver sono costretti a lasciare il lavoro, con condizioni psicologiche molto pesanti nello svolgere la loro difficile funzione assistenziale, anche per la carenza o l’assenza dei servizi pubblici. Ma è anche l’impostazione generale del disegno di legge che presenta negatività a partire dalla mancata interazione con la legge sulla non autosufficienza, sull’assistenza domiciliare, sul rapporto con le pubbliche amministrazioni e sulla necessità di una governance coordinata dei diversi interventi socio-assistenziali.
Non si può assumere l’idea esclusiva del risarcimento, peraltro effimero, rispetto a una figura che deve integrare e non sostituire la funzione del pubblico nel garantire i servizi alle persone più fragili. Molte Regioni hanno promosso interventi che dovrebbero essere sostenuti, anche in termini di risorse, dalla legislazione nazionale in modo da rendere sempre più efficaci e concreti gli interventi di prossimità. Per queste ragioni occorre che nell’iter parlamentare tali limiti vengano superati per approvare, entro questa legislatura, una legge seria e con risorse adeguate che serva realmente a dare dignità, coraggio e sostegno a chi quotidianamente mette a disposizione sé stesso per garantire ad ogni persona assistenza e amore. 

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