#Associati

ANMIL – Ennesimo fine settimana di sangue sul lavoro. La stampa favorisca reale consapevolezza del pericolo

Roma, 23 febbraio 2026 – A pochi giorni dell’apertura dell’inchiesta per omicidio colposo ai danni del titolare della società di vigilanza per la quale lavorava Pietro Zantonini, già dimenticata vittima dell’insicurezza nel cantiere delle Olimpiadi Milano Cortina appena concluse, Eugenio Marchetti, boscaiolo di 54 anni, Zeeshan Ashraf e Marco Cacchiani, entrambi operai trentottenni, hanno perso la vita lavorando.

Solo poche ore fa Eugenio Marchetti è morto sul colpo travolto da un grosso tronco mentre stava lavorando con la sua ditta nei boschi dei monti della Laga, in provincia di Teramo.

Zeeshan Ashraf veniva dal Pakistan ed è morto venerdì a Bernate Ticino (Milano) risucchiato da una tramoggia nell’azienda MondoSD che si occupa del recupero e riciclo di plastica.
Marco Cacchiani viveva a Casentino (Arezzo), si era appena sposato e da poco era diventato papà.

È morto a poche ore da Zeeshan, precipitando da un lucernario in plexiglass sul quale stava manutenendo la climatizzazione di un’azienda di Pieve Santo Stefano.

Mentre Marco e Zeeshan morivano di lavoro, un artigiano di 43 anni è precipitato da una scala lavorando all’esterno di un capannone nella zona industriale di Mancasale (Reggio Emilia) sbattendo violentemente la testa, davanti a lui suo figlio. Il lavoratore riversa in gravissime condizioni nella rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma. Il giorno dopo, sabato, un operaio di 57 anni è stato investito da un’esplosione del quadro elettrico che stava pulendo nella ditta Impa Materie Plastiche di Casale sul Sile (Treviso). Ricoverato al Centro Ustionati di Padova è, fortunatamente, fuori pericolo di vita, ma in trattamento per gravi ustioni a volto e braccia.

Questa mattina un’operaia quarantanovenne ha subito uno scalpo parziale del cuoio capelluto dopo essere rimasta incastrata con i capelli in un macchinario all’interno della ditta produttrice di macchine utensili LM.T Srl di Settimo Torinese.

Notizie che passano in sordina nei quotidiani nazionali. Morti e invalidità dimenticate e sottaciute, privando la società civile di avere contezza della più grande tragedia civile italiana, puntando l’attenzione su altro nel tentativo di insabbiare alle coscienze la prima, quotidiana, sconfitta della nostra Democrazia.

Hannah Arendt ricordava quanto la “Prima battaglia culturale è stare di guardia ai fatti” ma ai lavoratori è, di fatto, impedito di fermarsi a riflettere sul loro diritto ad una reale Sicurezza, termine che campeggia nell’agenda politica nazionale, declinata in primis sulla tutela del lavoro, lasciandoci assopiti nella certezza (o speranza) che a noi non possa accadere.

L’ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) chiede con forza a istituzioni e stampa di favorire con ogni mezzo e rafforzamento degli organi di controllo preposti l’applicazione delle norme, delle quali il nostro sistema è ricco ed esaustivo, vote a tutelare la vita e la salute dei lavoratori, nonché creare una reale consapevolezza nella classe lavoratrice del Paese fornendo un’informazione trasparente e puntuale sulla strage quotidiana che imperversa da tempi ormai immemori aziende e cantieri del Paese.

 

 


UFFICIO STAMPA ANMIL

Tel. 06.54196272/252 – comunicazione@anmil.it

Collaborazioni

acri
anci
caritas
CEV
finanza sostenibile
fondazione triulza
istat
minstero del lavoro
Next
Social economy
welforum

Media partnership

Vita
Dire
redattore sociale
buone notizie