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Attacco all’Iran, le ONG italiane: fermare subito l’escalation, proteggere i civili, rimettere al centro diplomazia e cooperazione

Ogni ulteriore azione militare comporta conseguenze dirette sui civili, sulle infrastrutture essenziali e sugli equilibri geopolitici, con ripercussioni sulla sicurezza globale. In questo scenario, la priorità deve essere la tutela della vita umana e la riattivazione urgente di azioni diplomatiche concrete e di canali di dialogo credibili.

Le ONG italiane, da anni presenti nell’area con programmi di sviluppo e interventi umanitari, ribadiscono la necessità di:

– favorire una immediata de-escalation e il ritorno al dialogo;
– promuovere un’iniziativa diplomatica forte a livello europeo e multilaterale;
– garantire la piena protezione dei civili nel rispetto del diritto internazionale umanitario;
– assicurare la sicurezza e l’operatività del personale umanitario;
– rafforzare la cooperazione allo sviluppo come pilastro strategico della politica estera europea.

“Di fronte al rischio di un conflitto più ampio, la comunità internazionale deve scegliere la via della responsabilità. Ogni bomba allontana la pace, ogni investimento in cooperazione e in azioni diplomatiche concrete la rende possibile. Proteggere i civili, riaprire canali di dialogo credibili, sostenere le donne e i giovani, contrastare le disuguaglianze non è un gesto idealista, ma una scelta strategica per la stabilità globale”, dichiara Giovanni Lattanzi, Presidente di AOI

Le risorse destinate alle operazioni militari potrebbero generare un impatto trasformativo se investite nella lotta alla povertà, nella transizione ecologica e nella promozione dei diritti. La cooperazione internazionale non è un’opzione marginale, ma una componente essenziale di una visione politica orientata alla pace e alla giustizia sociale.

AOI conferma il proprio impegno, attraverso le organizzazioni aderenti, al fianco delle comunità locali e chiedono che diplomazia, diritto internazionale e tutela della vita umana tornino al centro dell’agenda europea e globale.

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