Patto per la non autosufficienza – “Nasce la collana “I Quaderni del Patto”
26 Marzo 2026
Pubblicato il primo volume dedicato al Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente.
Roma, 24 marzo 2026 – Nasce la nuova collana di approfondimenti promossa dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, una serie di contributi dedicati all’analisi dei temi legati all’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle politiche di welfare nel nostro Paese.
Il primo numero, già disponibile on line, affronta la questione del Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA), istituito dalla L. 33/2023.
Perché lo SNAA è importante
Oggi le risposte pubbliche per gli anziani non autosufficienti sono divise tra più ambiti: assistenza economica (prestazioni erogate dall’INPS), servizi sanitari e interventi sociali. Le competenze sono quindi distribuite tra Stato, Regioni e Comuni. Il risultato è un sistema complesso e disarticolato, difficile da orientare e in cui spesso anziani e famiglie si trovano a dover mettere insieme da soli servizi diversi, tra procedure e uffici differenti.
Il Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA) nasce proprio per superare questa frammentazione, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza agli anziani non autosufficienti e rendere più semplice la vita delle loro famiglie. Far programmare insieme tutte le politiche pubbliche dedicate alla non autosufficienza, mantenendo le competenze di ciascun ente ma coordinando risorse e interventi. In questo modo sarebbe possibile offrire percorsi di assistenza più continui, integrati e personalizzati.
Un sistema oggi a rischio
Questa impostazione, prevista dalla L. 33/2023, è però stata ridimensionata dal successivo decreto attuativo (n. 29/2024). Il decreto limita infatti la programmazione integrata ai soli servizi sociali, escludendo di fatto la sanità e le prestazioni economiche. Secondo il Patto, questo cambiamento rischia di svuotare lo SNAA della sua funzione principale.
“In questo modo il Sistema nazionale resta nella forma ma viene meno nella sostanza”, spiegano i coordinatori del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza Cristiano Gori, EleonoraVanni e Franco Pesaresi. “Se ogni ambito continua a programmare separatamente, la frammentazione che oggi pesa su anziani e famiglie rimane intatta”.
La proposta del Patto
Per evitare questo scenario, il Patto propone una possibile soluzione, presentata all’interno del Quaderno, attraverso un modello teorico e una bozza di articolato normativo che definisce concretamente la disciplina dello SNAA. Il modello si basa su due pilastri:
- una governance istituzionale unitaria, coordinata a livello nazionale dal Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA);
- una programmazione integrata tra politiche sanitarie, sociali e assistenziali, articolata in un Piano nazionale e nei corrispondenti piani regionali e locali.
Nascono “I Quaderni del Patto”
La nuova collana “I Quaderni del Patto” nasce per rendere più accessibili analisi e proposte sviluppate negli anni dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza.
Attraverso dossier tematici dedicati ai nodi principali dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, l’iniziativa mette a disposizione di istituzioni, operatori, studiosi, famiglie e cittadini strumenti chiari per comprendere criticità, opportunità e possibili miglioramenti del sistema.
L’obiettivo è favorire il confronto pubblico e contribuire al rilancio della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, per costruire un welfare più semplice, efficace e vicino ai bisogni delle persone e delle loro famiglie.
Il primo Quaderno è consultabile e scaricabile dal sito ufficiale del Patto: www.pattononautosufficienza.it
Per ulteriori informazioni: segreteria@pattononautosufficienza.it
PRESENTAZIONE DEL PATTO
Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza nasce nel 2021 come gruppo di advocacy per inserire all’interno del PNRR una riforma dell’assistenza delle persone non autosufficienti, attesa da decenni e fino a quel momento ignorata dal Piano. Raccoglie 61 organizzazioni della società civile, appartenenti a una comunità tradizionalmente frammentata e con specificità diverse, che decidono di superare le differenze e di unirsi per elaborare proposte che consentano un effettivo avanzamento delle politiche del settore.
Aderisce a questa “Lobby buona”, come viene definita, la gran parte della comunità coinvolta nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti, una coalizione sociale inedita che offre l’intera gamma di conoscenze scientifiche e competenze pratiche necessarie a una realtà così delicata: dai familiari degli anziani ai soggetti che offrono servizi; dagli ordini professionali alle associazioni di cittadinanza sociale; dalle società scientifiche a chi rappresenta i pensionati.
La scelta di avere una voce unitaria, il cui obiettivo è proporre e non protestare, consente una interlocuzione produttiva con i decision maker, che sfocia nella riforma racchiusa nella Legge delega 33/2023, di cui il Patto elabora i punti principali. Il dialogo prosegue nel tempo con continuità, per completare il percorso e sfruttare un’occasione storica.
Il Patto porta così la complessa realtà della non autosufficienza, che in modo diretto e indiretto investe circa 10 milioni di persone nel Paese, alla ribalta dell’attenzione politica e pubblica, per maturare le scelte necessarie a garantire un presente e un futuro migliore a una molteplicità di soggetti troppo poco considerati nel dibattito e nelle politiche che determinano la loro realtà quotidiana.
Ufficio stampa:
Caterina Danese, Giuseppe Manzo, Tommaso Bisagno
















