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Legambiente – Per la Giornata Internazionale Rifiuti Zero, il punto con “Parchi Rifiuti Free”

In occasione della Giornata Internazionale Rifiuti Zero Legambiente con il report “Parchi Rifiuti Free” fa il punto sulle performance di raccolta differenziata nei comuni di parchi nazionali, regionali e aree marine protette. 
 
Nel 2024 ammonta al 58% la media totale di raccolta differenziata (RD)  in 2.026 comuni ricadenti in 212 aree naturali protette, restando sotto la soglia del 65% prevista nel 2012 e sotto la media nazionale del 67%. Appena 370 i comuni rifiuti free e 1.038 quelli ricicloni rispetto ai 2.026 totali
 
Dove si punta su una gestione efficace i livelli di RD superano l’80% e il 90%. In vetta alla classifica delle “aree protette riciclone”: Il Parco delle Dolomiti Bellunesi leader indiscusso con l’87,4% di RD e unico Parco nazionale Rifiuti Free con una media di 57,2 Kg/ab/anno di secco pro-capite. L’Isola di Ustica prima tra le aree marine protette con il 92,2% di RD 5 i Parchi regionali Rifiuti Free: Sassi di Roccamalatina, primo anche per RD pari all’89%, Fiume Sile, Capanne di Marcarolo, Tepilora, Bosco delle Querce. 
 
Legambiente: “Importante dar avvio ad un Piano d’azione NetZero nelle aree protette italiane per contribuire ancor di più anche alla tutela della biodiversità e alla lotta alla crisi climatica”. Il report completo su www.legambiente.it
 
 
A 12 anni dall’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, in Italia nei comuni delle aree naturali protette la raccolta differenziata cresce ma troppo lentamente, anche se non mancano punte di eccellenze. Nel 2024 in 2.026 comuni ricadenti in 212 aree naturali – tra parchi nazionali, regionali e aree marine protette – la media totale di raccolta differenziata (RD) si attesta al 58%, restando sotto la soglia del 65% di RD e sotto la media nazionale del 67%. Sono 370, il 18,25%, i comuni rifiuti free che hanno una produzione di secco pro-capite ≤ 75 Kg/ab/anno e1.038, il 51,25%, quelli ricicloni che superano il 65% di RD rispetto ai 2.026 comuni totali. Numeri non del tutto soddisfacenti dato che ancora 678 comuni, pari al 30,5% del totale, non hanno raggiunto l’obiettivo normativo del 65% di RD che doveva essere centrato nel 2012.
Eppure, nel Paese non mancano esempi di eccellenza: dove si punta su una gestione efficace dei rifiuti e su un’alleanza tra comuni, aree naturali e comunità locali, il livello di RD arriva in alcuni casi oltre l’80% e il 90%. La conferma arriva dalle “aree protette riciclone”. A guidare la classifica delle più “virtuose” ci sono: il Parco delle Dolomiti Bellunesi che si conferma leader anche nel 2024 tra i parchi nazionali con l’87,4% di RD media e unico Parco nazionale Rifiuti Free con una media di 57,2 Kg/ab/anno di secco pro-capite; l’Isola di Ustica (PA) prima tra le aree marine protette con il 92,2% di RD  e con una media di 35,3 Kg/ab/anno di secco pro-capite; il Parco regionale Sassi di  Roccamalatina nell’Appennino modenese, primo tra le aree protette regionali per RD pari all’89%, e che risulta anche tra i 5 Parchi regionali Rifiuti Free insieme a quello del Fiume Sile, in Veneto, Capanne di Marcarolo, in Piemonte, Tepilora, in Sardegna, Bosco delle Querce, in Lombardia.
 
A scattare questa fotografia, nella Giornata internazionale Rifiuti Zero, è la terza edizione del report “Parchi Rifiuti Free 2026” di Legambiente, che analizzando i dati Ispra 2024, prende in esame le performance di raccolta differenziata di 2026 comuni in 212 aree naturali: non solo parchi nazionali, ma anche, novità di quest’anno, aree marine protette e parchi regionali, e dove in tutto risiedono oltre 28milioni di residenti. Sebbene le aree protette non abbiano una competenza diretta sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, qui, più che mai, per Legambiente è fondamentale che si lavori su una corretta gestione della raccolta differenziata visto che si tratta anche di aree particolarmente ricche di biodiversità e la corretta gestione dei rifiuti incide positivamente sulla tutela di habitat e specie protette.  
Sette le proposte operative che indirizza al Governo chiedendo, in primis, la definizione di un Piano d’azione Emissioni Zero “NetZero” nelle aree protette italiane basato su una stretta alleanza tra aree naturali, comuni e comunità locali e incentrato sull’economia circolare, sullo sviluppo delle energie rinnovabili attraverso le comunità energetiche rinnovabili e solidali, su una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici per raggiungere la neutralità climatica e sulle Green community. Le scelte sostenibili in economia circolare, ma anche quelle relative all’efficienza energetica, alla mobilità e al turismo sostenibile, producono benefici diretti a livello territoriale, alla tutela della biodiversità e al contrasto alla crisi climatica.
 
“Dal nostro report Parchi rifiuti free – commenta Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente – emerge come nei comuni delle aree protette la raccolta differenziata viaggi a velocità diverse: da un lato ritardi e lentezze, dall’altro lato ci sono punte di eccellenze. È chiaro che bisogna accelerare il passo.  La aree naturali protette, pur non avendo una competenza diretta sulla gestione dei rifiuti, come del resto anche del turismo,  possono fornire un contributo fondamentale per accelerare la raccolta differenziata nei loro comuni e svolgere una funzione di orientamento per raggiungere gli obiettivi di ridurre l’utilizzo degli imballaggi di plastica e quelli usa e getta che incidono di più sulla produzione di rifiuti e sull’aumento dei rischi di abbandono negli ambienti naturali, soprattutto nei periodi estivi. Serve un Piano d’azione Emissioni Zero “NetZero” nelle aree protette italiane” che metta al centro l’economia circolare e quelle scelte che contribuiscono a ridurre le emissioni climalteranti nei territori, rafforzando le politiche di sostenibilità e garantendo la transizione ecologica anche nelle aree protette in coerenza con gli obiettivi della Strategie della UE su clima e biodiversità”.
 
FOCUS PARCHI NAZIONALI RICICLONI: Nei 24 parchi nazionali la media di RD totale si attesta nel 2024 al 62,8% registrando una crescita del +5% rispetto al 2020, quando era al 57,8%. Salgono a 12 (su 24) i parchi nazionali che hanno una RD superiore al 65%, con due parchi in più rispetto al 2022 quando erano 10. Il Parco delle Dolomiti Bellunesi si conferma leader indiscusso con l’87,4% di RD media ed è l’unico Parco nazionale Rifiuti Free con una media di 57,2 Kg/ab/anno di secco pro-capite. Segue al secondo posto Pantelleria con l’81,9% di RD. Al terzo posto l’Asinara che con il 77,2% di RD che risale di due posizioni in classifica rispetto al 2022, seguita dalle Cinque Terre con il 76,7%, dalla Majella con il 73,7% di RD, l’Alta Murgia con il 73,3% di RD. A seguire il Parco nazionale Cilento Valle Diano con il 69,3% di RD, Val Grande con 67,8% di RD, Appennino Lucano con 66,9% di RD, La Maddalena con 66,4% di RD, e per finire le nuove new entry: Appennino Tosco Emiliano con 65,6% di RD, e al 12 esimo posto, il parco delle Foreste Casentinesi. Quest’ultimo merita una menzione speciale: negli ultimi 5 anni ha registrato una costante crescita passando dal 38,2% di RD al 65,3% di RD nel 2024. Da segnalare invece, in negativo, che nel Parco nazionale dell’Aspromonte la RD dei comuni è inferiore al 40%, mentre nel Parco nazionale del Gran Paradiso nessun comune supera il 65% di RD. Per quanto riguarda i 498 comuni ricadenti nei 24 parchi nazionali italiani, solo 90 (il 18%) sono Comuni Rifiuti Free, mentre 187 (37,5%) sono Comuni Ricicloni e 221 (44,5%) non raggiungono il 65% di raccolta differenziata. Il comune riciclone dei Parchi nazionali con il 95,1% di RD è Palena (CH) nella Maiella.
 
FOCUS Aree Marine protette: Nelle 31 aree marine protette presenti nella Penisola la media di RD si attesta al 46,4%.  Sono 18 (il 58%) su un totale di 31 aree marine protette, quelle in cui i comuni superano il con 65% di RD, mentre in 13 (42%) non viene raggiunto il 65%di RD.  A guidare la classifica delle aree marine protette riciclone è l’Isola di Ustica è al primo posto con il 92,2% di RD media totale ed è l’unica Area marina protetta Rifiuti Free con una media di 35,3 Kg/ab/anno di secco pro-capite. Al secondo posto l’area marina protetta “Penisola del Sinis-Isola Mal Vetre”, in Sardegna, con l’82,8% di RD. A seguire in graduatoria, tutte con una RD superiore al 70%, le Isole Egadi, in Sicilia, Capo Carbonara, in Sardegna, l’Isola dell’Asinara, in Sardegna, Torre del Cerrano, in Abruzzo, Costa degli infreschi e Masseta, Punta Campanella, Santa Maria di Castellabate, tutte in Campania, Capo Caccia Isola Piana, Capo Testa Punta Falcone, entrambe in Sardegna, Isole Termiti in Puglia E poi c’è un ultimo gruppo che in graduatoria registra una RD superiore al 65%: il Parco Sommerso di Bacoli, in Campania, Porto Cesareo, Puglia, Portofino, in Liguria, Tavolara- Punta Coda Cavallo, in Sardegna, e Isola di Bergeggi e Cinque Terre, entrambe in Liguria. I comuni interessati dalle Aree marine protette sono 57, di questi solo 2 (il 3,5 %) sono Comuni Rifiuti Free, 30 (il 52,6%) sono Comuni Ricicloni, e 25 (il 43,9%) non raggiungono il 65% di Raccolta differenziata).
 
FOCUS Parchi regionali: Nei 157 parchi regionali monitorati la media totale di RD è pari al 64,2%. Di questi, ben 110 (il 70%) superano il 65% di RD, mentre 47 (il 30%) non raggiungono l’obiettivo del 65% di RD. Sono 5 i Parchi regionali Rifiuti Free: Sassi di Roccamalatina, Fiume Sile, Capanne di Marcarolo, Tepilora, Bosco delle Querce) che hanno una produzione di secco pro-capite ≤ 75 Kg/ab/anno. I comuni dei 157 Parchi regionali sono 1.471, di questi 278 (il 18,9%) sono Comuni Rifiuti Free; 187 (il 55,8%) sono Comuni Ricicloni, mentre 221 (il 25,3%) non raggiungono il 65% di Raccolta differenziata.
 
 
Le proposte operative di Legambiente per le aree naturali protette rifiuti free:
 
  1. predisporre una strategia territoriale e un piano d’azione rifiuti free integrati con le attività di promozione delle attività turistiche;
  2. utilizzo del marchio dell’area protetta solo per attività e strutture turistiche che attuano la strategia rifiuti free, plastic free e non utilizzano prodotti usa e getta; 
  3. promuovere solo le strutture ricettive e turistiche che raggiungono l’obiettivo rifiuti free;  
  4. combattere l’abbandono dei rifiuti e pianificare la bonifica delle discariche abusive che spesso diventano zone trofiche e di alimentazione della fauna selvatica;

  

L’ufficio stampa di Legambiente: 3496546593 Luisa Calderaro capo ufficio stampa
 

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