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ANMIL – A due passi dal 28 aprile e dal 1° Maggio la strage di operai

A due passi dal 28 aprile e dal 1° Maggio la strage di operai. ANMIL: “Attraversiamo il massacro, giorno dopo giorno, schivando il dolore degli altri nella convinzione di non diventarne mai protagonisti”

Roma, 10 aprile 2026 – Ricorre oggi il 35esimo anniversario della più disastrosa tragedia della marina mercantile italiana in tempi di pace: quella del Moby Prince e delle sue 140 vittime, per le quali la disattesa giustizia è iscritta nel lato sbagliato della Storia nazionale. Ricorrevano ieri i due anni dalla strage della centrale idroelettrica di Enel Green Power di Bargi, sul Lago di Suviana, nella quale persero la vita 7 lavoratori e per la quale ancora non sono chiuse le indagini.

Solo tre giorni fa in un cantiere edile di Camastra, nella provincia di Agrigento, tre operai sono precipitati a terra mentre lavoravano su di un’impalcatura metallica. Uno di loro aveva 70 anni. Se cerchiamo oggi notizie circa le loro condizioni, non troviamo assolutamente nulla: una tragedia sfiorata, articoli che parlano di elisoccorso e gravi condizioni, l’oblio.

Oggi, poche ore fa, due operai sono caduti da una gru morendo sul colpo. È successo a Palermo: il cestello sul quale si trovavano Daniluc Tiberi Un Mihai, di 50 anni e Najahi Jaleleddine, di 41, ha ceduto lasciandoli precipitare dal decimo piano di un palazzo. Il terzo collega si è salvato perché atterrato sui copertoni di un negozio di pneumatici.

Ieri pomeriggio un operaio di 21 anni è precipitato da circa 10 metri dal tetto del capannone di un’officina a Ravenna, è in gravissime condizioni al Bufalini di Cesena.
È morto dopo 24 giorni di agonia l’operaio pakistano che lo scorso 9 marzo cadde in una vasca di acqua con temperatura superiore ai 90 gradi in un’azienda che si occupa di zincatura di metalli del territorio emiliano. La morte lo ha reso “degno” di aggiornamenti.

“Lotta al lavoro povero e rafforzamento delle politiche del lavoro (ma senza recepire la direttiva UE sul salario minimo). Sono queste le indiscrezioni trapelate circa i contenuti del consueto provvedimento del Governo che accompagna la ricorrenza del Primo Maggio: misure che suonano più come tradizione che come urgenza” commenta ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).

“Il Primo Maggio viene festeggiato in Italia dal 1891 ed è stato istituito come Festa del Lavoro nazionale dal 1949. Tempi nei quali morire sul lavoro, in particolar modo per la classe operaia, era rischio comune e largamente previsto. In ogni giornata lavorativa del 2026, uno o più operai perdono la vita. In ogni giornata lavorativa del 2026, centinaia se non migliaia di operai si feriscono. Una linea del tempo impietosa quella dell’insicurezza del lavoro in Italia che non trova soluzione se non nella propaganda, nel reiterarsi delle mancanze a discapito dei lavoratori più umili a beneficio del profitto delle élites di ogni natura”.

 

 

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