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Alberto Trentini è finalmente libero!

Forum Terzo Settore – Apprendiamo con grande gioia e sollievo della liberazione di Alberto Trentini, cooperante veneto che, dopo oltre 420 giorni di detenzione in Venezuela senza capo d’accusa, farà rientro in Italia nelle prossime ore. Trentini operava attraverso una ong al fianco delle persone con disabilità, promuovendo una società più inclusiva: la sua lunga permanenza in carcere ha segnato una ferita per il mondo della cooperazione internazionale e dell’azione umanitaria, ha scosso e mobilitato la nostra società civile. La sua vicenda testimonia quanto, purtroppo, in varie parti del mondo si perpetrino ingiustizie e negazione dei diritti anche nei confronti di chi agisce a esclusiva difesa dei principi di solidarietà, e quanto sia importante e necessario l’operato delle ong. Finalmente l’attesa e la preoccupazione stanno terminando. Alla famiglia Trentini rivolgiamo un caloroso pensiero. Bentornato libero Alberto!

AOI- La liberazione di Alberto Trentini e degli altri prigionieri in Venezuela è una notizia che ci riempie di sollievo e gioia. Dopo settimane di angoscia, Alberto è finalmente libero e può tornare ai suoi affetti e alla sua vita. In questi giorni difficili il pensiero è stato costantemente per lui e per la sua famiglia, per chi non ha mai smesso di sperare e di lavorare perché questo momento arrivasse. Questa liberazione ci ricorda quanto sia fragile la libertà di chi opera nei contesti di crisi e quanto sia necessario continuare a difendere il lavoro umanitario e chi lo porta avanti. Bentornato Alberto.

ACLI – Le ACLI salutano con gioia la liberazione di Alberto Trentini, di Mario Burlò e di tutti gli altri nostri concittadini arrestati e detenuti illegalmente da mesi in condizioni disuamane in Venezuela dal regime di Maduro, e aspettiamo a breve il loro ritorno in Italia. Manteniamo il nostro giudizio sulla ferita al diritto internazionale operata dal Governo statunitense con il blitz di dieci giorni fa, ma ovviamente qualunque cosa che vada nella direzione di un maggiore rispetto dei diritti umani e della restaurazione di una vera democrazia in Venezuela dopo decenni di soprusi e violenze è da accogliere con favore. Queste vicende ci ricordano la necessità di operare costantemente per la pace e per i diritti intangibili di ogni persona, perché non è la stessa cosa vivere in democrazia o in una dittatura, come ci insegna l’eroica testimonianza del popolo iraniano, che speriamo presto libero per propria forza e non per interventi esterni: a noi spetta il compito di stare vicino a chi lotta per la libertà e la giustizia nel suo Paese e di mantenere attenta la vigilanza per il rispetto dei diritti costituzionali nel nostro.

ARCI – 423 giorni.

423 giorni possono essere un numero, oppure un tempo che diventa corpo, attesa, silenzio forzato.
423 giorni di detenzione senza accuse, senza spiegazioni, lontano dagli affetti, mentre facevi ciò che fai da sempre: cooperazione, aiuto, umanità.
Dentro questo numero c’è Alberto Trentini. C’è una famiglia che ha resistito. Ci sono reti di associazioni, ONG, persone che non hanno smesso di pronunciare il suo nome perché il silenzio non diventasse normalità. C’è anche una domanda che resta aperta: quanto vale, oggi, la tutela di chi lavora per la pace e i diritti? Oggi quel numero si chiude. Alberto è libero. Sappiamo che 423 giorni non si cancellano con una parola, né con una notizia. Restano segni, ferite, un tempo da ricucire con calma e rispetto. Per questo oggi non è il giorno delle analisi. È il giorno del sollievo e della vicinanza. Bentornato, Alberto. Che il tempo che viene sia finalmente di nuovo tuo.
 

ARCS – Alberto Trentini è finalmente libero! Dopo giorni di preoccupazione e attesa, Alberto può riabbracciare la sua vita e chi lo aspetta. La sua liberazione ci riempie di gioia e ci ricorda quanto sia prezioso il lavoro di chi porta solidarietà nei contesti più difficili. Tutta ARCS lo accoglie con affetto e vicinanza. Bentornato, Alberto.

 
CINI – Liberazione di Alberto Trentini: soddisfazione del CINI. Le ONG aderenti al CINI esprimono la propria soddisfazione per la liberazione del cooperante italiano Alberto Trentini. Dopo mesi di detenzione senza accuse specifiche, una persona impegnata nella cooperazione e nella solidarietà internazionale ha finalmente potuto fare ritorno a casa. In molte parti del mondo, tuttavia, gli spazi di azione per i soggetti e le ONG che operano nei progetti di sviluppo a fianco delle popolazioni locali si stanno progressivamente riducendo. Ciò avviene in un contesto in cui, mentre le organizzazioni della società civile subiscono restrizioni e repressioni, i Paesi donatori riducono gli aiuti, indebolendo proprio quelle organizzazioni della società civile che dovrebbero essere sostenute e tutelate. Questo rappresenta un segnale estremamente negativo, in particolare per il ruolo fondamentale della società civile nella promozione e nella difesa dei diritti umani. Salutando ancora il rientro di Alberto Trentini, auspichiamo che anche i molti altri casi analoghi possano presto avere lo stesso esito positivo.

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