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Premio giornalistico “Riccardo Bonacina”: i giovani per raccontare le periferie e cambiare lo sguardo

VITA, come incubatore di nuovi talenti per il giornalismo e la narrazione sociale, ricorda il suo fondatore lanciando la Prima edizione del Premio giornalistico Riccardo Bonacina.

Un premio rivolto a giovani maggiorenni under 30, che si distinguono per la capacità di unire indagine giornalistica e sensibilità sociale, con uno sguardo autentico e competente.

Ci sono storie che restano ai margini. Non perché non siano importanti, ma perché nessuno si ferma davvero ad ascoltarle.

Per questo nasce il Premio giornalistico “Riccardo Bonacina”, promosso da Vita, il mensile che da trent’anni racconta il Paese attraverso il prisma del sociale. Un Premio dedicato alla memoria di Riccardo Bonacina, giornalista che ha saputo costruire un modo diverso di fare informazione: rigoroso, indipendente, ma profondamente umano. Il tema della prima edizione riguarda le periferie e le nuove forme di rigenerazione urbana e sociale. Non periferie come luoghi di mancanza, ma come spazi di possibilità. Non cronaca di degrado, ma narrazione di riscatto.

Il Premio invita giovani under 30 – aspiranti giornalisti, studenti, pubblicisti, operatori della comunicazione – a scrivere un articolo inedito di narrazione sociale (massimo 10.000 battute) capace di raccontare storie vere: persone, associazioni, progetti, comunità che stanno trasformando territori considerati “marginali” in laboratori di innovazione civica.

È un invito a cambiare prospettiva.
A guardare dove spesso non si guarda.
A dare voce a chi costruisce coesione, diritti, opportunità.

Il Premio non è solo simbolico. I primi tre classificati riceveranno:
1.500 euro (primo premio);  800 euro (secondo premio); 500 euro (terzo premio)

E gli articoli selezionati potranno essere pubblicati sulle piattaforme editoriali di Vita.

La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata al 4 maggio 2026 (premiobonacina@vita.it). I risultati saranno comunicati entro metà giugno. L’iniziativa è sostenuta anche da importanti realtà della formazione giornalistica, tra cui la Scuola di Giornalismo “Walter Tobagi” dell’Università degli Studi di Milano, il Master di Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa e l’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino. Un segnale chiaro: la narrazione sociale non è un genere minore, ma una competenza professionale e civile.

Per informazioni: 
Premio Riccardo Bonacina – Vita.it

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