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“NECESSARIO UN NUOVO E PIU’ ADEGUATO MODELLO DI WELFARE”

Non è affatto un’utopia – ha affermato Maria Guidotti portavoce del Forum del Terzo Settore – un modello di sviluppo che metta la persona al centro e che non prenda in considerazione solo la crescita economica ma un concetto più esteso di sviluppo sociale. Le situazioni di disagio oggi non sono determinate da fattori macroeconomici ma spesso sono fenomeni legati a percorsi individuali, più difficili quindi da intercettare e risolvere con i sistemi tradizionali. Si deve percio arrivare ad un “nuovo welfare” che sia in grado di rispondere in maniera efficace a questi nuovi bisogni. Per fare ciò è necessario un Terzo settore dalle ben precise peculiarità, dalle nuove regole e nuove forme organizzative, ma anche dalla maggior trasparenza, in modo da poter giungere ad una vera integrazione tra i diversi soggetti e componenti sociali, praticando così una vera sussidiarietà, che oggi è spesso ridotta a mera esternalizzazione”.

Particolarmente significative nel corso del dibattito le parole di Achille Passoni, segretario confederale nazionale Cgil che senza mezzi termini ha detto “A lungo abbiamo visto terzo settore come fumo negli occhi ma negli anni anche noi sindacati siamo cresciuti. Abbiamo capito che il mondo stava cambiando. Siamo cresciuti nel rapporto con il Forum del Terzo Settore. Oggi siamo più pronti ad una scommessa comune”.

comunicato stampa 15/2006
Bertinoro, 13 ottobre 2006

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