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5 PER MILLE: Un piccolo passo avanti verso la stabilizzazione

 

Fonte: www.nonprofitonline.it

Emendamenti migliorativi al Senato: il contributo del 5 per mille non dipenderà più “solo” dai risparmi ottenuti con la spending review, ma “anche“. E il governo rafforza il suo impegno a emanare i decreti attuativi.

La VI Commissione Finanza e Tesoro del Senato ha modificato il disegno di legge delega sulla riforma fiscale nella parte che contiene (art 12, comma 2) la previsione di stabilizzazione del 5 per mille. 

Il cambiamento, per una volta, è migliorativo: mentre prima il 5 per mille – o meglio, il suo finanziamento – era appeso alla capacità dello Stato di risparmiare con la spending review – ovvero grazie alla riduzione del costo fiscale derivante dalle deduzioni, detrazioni e agevolazioni (a imprese, non profit e persone fisiche) – ora il 5 per mille si sgancia, almeno parzialmente, da questi risparmi.

Nel corso della discussione in Commissione, infatti, il Governo ha proposto con successo la modifica del comma in modo che il finanziamento del 5 per mille non dipenda più solo da questi risparmi (non certi, non quantificabili) ma anche da altri.
Inoltre si è rafforzato l’obbligo del Governo di stabilizzare il 5 per mille, emanando i necessari decreti attuativi.

I due miglioramenti si devono a due paroline.

Dall’originario “Il Governo è altresì delegato a procedere” si è passati a “Il Governo assicura”.
Il mandato ad emanare i decreti legislativi sembra più forte proprio grazie “all’assicurazione”, che può interpretato nel senso letterale del termine, cioè di “mettere al sicuro” la stabilizzazione. 

E’stato aggiunto l’avverbio “anche”, prima dell’attuazione della spending review.
Ecco il passaggio modificato: “Il Governo assicura, con gli stessi decreti legislativi, in funzione delle maggiori entrate ovvero delle minori spese realizzate anche con l’attuazione del comma 11 e del presente comma, alla razionalizzazione e alla stabilizzazione dell’istituto della destinazione del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base alle scelte espresse dai contribuenti”.
L’avverbio “anche” prima di “con l’attuazione”, commenta Carlo Mazzini nel suo blog, fa comunque dipendere il finanziamento della misura dal fatto che si reperiscano risorse comunque derivanti da un qualche risparmio, e non – come dovrebbe essere – dal gettito tout court dell’IRPEF. Era meglio, e più corretto, mettere “anche” all’inizio della subordinata (“anche in funzione…”): infatti per sua natura, il 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche deve essere finanziato sulla base dell’IRPEF dei contribuenti che hanno espresso tale scelta. E quindi non deve dipendere dalla disponibilità di altre risorse.

Comunque, un piccolo passo avanti verso la stabilizzazione è stato fatto.

www.vita.it (Gabriella Meroni)
www.quinonprofit.it

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