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presentate dal Ministero lavoro e politiche sociali le linee programmatiche rispetto alle politiche sociali

Il 4 giugno 2013 il ministro Giovannini e il viceministro Guerra hanno presentato le loro linee programmatiche rispetto alle politiche sociali (in allegato). 

Fonte: Vita.it

In Commissione Lavoro del Senato il ministro Giovannini e il viceministro Guerra hanno presentato gli indirizzi generali della politica del ministero, con particolare riguardo alle politiche sociali. Ecco una sintesi.


Il sistema ideale del ministro Giovannini
In un sistema ordinato, lo Stato dovrebbe fornire i servizi essenziali, le regioni assicurare il coordinamento delle politiche sul territorio ed i comuni avere la responsabilità dell’erogazione, in stretto coordinamento con il terzo settore. L’elemento di chiusura dovrebbe essere rappresentato dal monitoraggio dell’efficacia degli interventi stessi. La situazione attuale in Italia è ben lungi da tale modello: manca una definizione dei servizi essenziali e si riscontra l’assenza di un finanziamento di tipo strutturale, ciò che determina eterogeneità di interventi sul territorio. Manca inoltre un sistema pienamente efficace di analisi e monitoraggio per gli interventi stessi, a livello sia macro che micro.

Come il ministero intende muoversi
In questo quadro, il Ministero del lavoro intende muoversi secondo tre direttrici. La prima riguarda la strutturazione per gradi, attesa la sproporzione degli stanziamenti di bilancio destinati alle politiche sociali rispetto alla drammaticità della questione. Occorrerà in secondo luogo utilizzare il finanziamento del Fondo nazionale per le politiche sociali per individuare con le regioni gli obiettivi di servizio su cui consolidare gli interventi sul territorio. In terzo luogo, occorrerà chiarire con quali modalità esercitare un’efficace azione di coordinamento, anche senza leve finanziarie, vale a dire con l’adozione di linee guida e attraverso il disegno, insieme con gli enti interessati, di interventi coordinati su più regioni o più comuni, garantendo informazione e valutazione.

Il coordinamento, in pratica
Il ministro Giovannini ha citato tre strumenti trasversali. Il primo passa attraverso la costruzione di un sistema informativo dei servizi sociali. Su questo terreno sono stati compiuti passi in avanti importanti per comprendere la situazione dei singoli individui e favorire il passaggio alla cosiddetta “presa in carico”. La seconda leva è rappresentata dalla predisposizione di efficaci strumenti di monitoraggio, da definire anche ex ante. Infine, il Ministro segnala che a maggio è stato registrato il decreto che istituisce la banca dati delle prestazioni sociali agevolate, ovvero le prestazioni che dipendono dall’ISEE.

La cartella sociale integrata
Con la attuazione di questa banca dati, l’INPS raccoglierà dagli enti erogatori le informazioni rilevanti, in particolare sulla loro tipologia e sul loro valore economico, su ciascuna prestazione concessa in base all’ISEE. La ricchezza delle informazioni raccolte sulle prestazioni, insieme a quelle sulle condizioni economiche del nucleo familiare del beneficiario, costituisce un potente strumento informativo non soltanto per il sistema dei controlli e per evitare le frodi, ma anche per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione degli interventi a tutti i livelli di governo. […] Verrebbe così a costituirsi una vera e propria cartella sociale integrata, un fascicolo elettronico personale da raccordare successivamente con i flussi in materia di prestazioni sanitarie. In considerazione della importanza di disporre dei nuovi parametri, il Ministro conclusivamente auspica che il Parlamento voglia esaminare il relativo decreto attuativo con la massima tempestività.

Scongiurare la frammentazione
Per il viceministro Guerra, «il primo obiettivo del Dicastero risiede nel tentativo di strutturare programmi di intervento di carattere generale scongiurando i rischi di frammentazione». Diversi i campi di azione, in primis il contrasto alla povertà, per cui è in partenza la sperimentazione della nuova social card, riferita in particolare alle situazioni di povertà minorile e delle famiglie nelle quali siano presenti soggetti adulti in stato di grave disagio lavorativo. Il secondo obiettivo riguarda il Piano per le non autosufficienze: anche in questo caso il sistema informativo dei servizi sociali rappresenta uno strumento potentissimo, che richiederà comunque la soluzione di alcuni delicati problemi di privacy. Un ulteriore obiettivo è poi rappresentato dall’utilizzo dei finanziamenti della spesa sociale territoriale: in questo senso andranno prioritariamente reperite risorse per il prossimo triennio, al fine di evitare interruzioni di servizi essenziali per i cittadini più fragili in un momento di estrema difficoltà.

Cosa bolle in pentola
Diversi interventi sono già a buon punto. Il programma di azione biennale per le persone con disabilità, la cui approvazione definitiva si lega alla indizione della IV Conferenza Nazionale triennale sulle politiche dell’handicap. Si è chiusa la prima sperimentazione di un programma per la prevenzione dell’allontanamento dei minori in famiglie “trascuranti”, di cui a brev e saranno diffusi i risultati, realizzato all’interno di quel Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza (legge n. 285 del 1997), oggi destinato solo alle cosiddette “città riservatarie” (le 15 città maggiori o più problematiche per l’infanzia). Partirà invece con il prossimo anno scolastico un progetto di inclusione e di lotta alla dispersione scolastica dei bambini rom. L’Amministrazione, con il supporto di Italia Lavoro, sta mettendo a punto un sistema informativo on-line finalizzato alla tracciabilità del percorso di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sin dal loro arrivo nel territorio italiano, che consentirà a tutti gli attori coinvolti di accedere ad un database condiviso, rendendo così possibile scambiare in tempo reale le informazioni e organizzare in modo più funzionale i percorsi di accoglienza e integrazione dei minori.

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